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Data: 27/01/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica e mazzette - «Non potevamo influenzare la gara» Alemanno attacca, Berlusconi è con lui

ROMA Sull’appalto per la fornitura dei filobus «la nostra amministrazione non poteva avere influenza, era stato deciso e determinato tutto prima di noi». Gianni Alemanno convoca una conferenza stampa nel tardo pomeriggio, in Campidoglio, per commentare le parole dell’imprenditore Edoardo d’Incà Levis, che in un interrogatorio ha parlato di soldi destinati alla «segreteria del sindaco» nell’ambito della presunta tangente che sarebbe stata pagata per favorire l’assegnazione della gara. «Bisogna chiedere a questo signore perché ha citato la mia segreteria, perché dice ora questo» ripete il sindaco di Roma, che ha anticipato il suo rientro dal pellegrinaggio in Terra Santa con l’Unitalsi. Vuole scrollarsi da dosso il peso di una vicenda esplosa in poche ore, che ha incendiato una campagna elettorale ancora non iniziata con richieste di dimissioni da parte dell’opposizione. «Chiunque può dire, millantare e fare qualsiasi cosa usando questo o quel nome ma è inaccettabile usare il nome della nostra amministrazione, di Alemanno e dei suoi collaboratori per rimbalzare sui giornali - sottolinea l’inquilino del Campidoglio - È davvero inaccettabile».
LE DATE

Per rivendicare la sua estraneità a questa vicenda, Alemanno snocciola il calendario della gara d’appalto: «Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 28 gennaio 2008, quando ancora non era nemmeno iniziata la mia campagna elettorale per diventare sindaco - sostiene - e le offerte sono state consegnate in busta chiusa entro le 12 del 28 aprile, il giorno della mia elezione, quando non era ancora iniziato lo spoglio delle schede, e la commissione per la valutazione è stata insediata da Roma Metropolitane agli inizi di maggio, quando la mia amministrazione non si era ancora insediata». Il Comune di Roma, insomma, «non ha nulla a che vedere con questa vicenda, il nostro potere di influenza era pari a zero - scandisce Alemanno - È una speculazione politica creata su dichiarazioni confuse. A che titolo poi la segreteria poteva influenzare questa gara, visto che non c’era neanche un mezzo tecnico per farlo?».
LA CAMPAGNA ELETTORALE

Sulla sua corsa per il secondo mandato - l’appuntamento con le urne è stato fissato per il 26 maggio - il sindaco non mostra dubbi: «Mi ricandiderò e non tornerò indietro per colpa di queste confuse affermazioni». Alemanno si dice convinto che i cittadini romani non si faranno influenzare da queste sciocchezze - ha aggiunto - Lasciamo lavorare la magistratura ed evitiamo la battaglia mediatica. quello che chiedo è di avere quella prudenza che permette di non trasformare ogni vicenda in un polverone mediatico: questo è solo fango». Ma il Pd attacca: «La situazione a Roma è ormai fuori controllo - dice il senatore democrat Ignazio Marino - Gianni Alemanno ammetta il suo fallimento e, dimostrando serietà, assuma le decisioni conseguenti: si dimetta da un ruolo che non è assolutamente nelle condizioni di esercitare». Pier Ferdinando Casini separa i due piani: «Non vogliamo speculare sulle ultime vicende, ma l’operato della giunta è negativo», spiega il leader dell’Udc. Il Pdl, però, fa quadrato, a partire dal suo leader: «Ancora una volta una Procura interviene nella campagna elettorale - dice Silvio Berlusconi - L’inchiesta di Roma sui bus appare come l’ennesimo caso di giustizia ad orologeria». Secondo l’ex premier, «vengono diffusi verbali a meno di un mese dal voto, con la sinistra che subito cavalca l’onda giustizialista. Ma questa irruzione nella competizione elettorale non deve e non può mettere in difficoltà il sindaco Alemanno, perché i cittadini hanno imparato a valutare il peso reale di certi interventi e a scegliere sulla base dei valori, dei contenuti e delle capacità di governo». A fianco di Alemanno si schiera anche Renata Polverini: «La sinistra dovrebbe vergognarsi per lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, invece di alimentare campagne diffamatorie contro il sindaco Alemanno», sostiene la governatrice uscente del Lazio.

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