PESCARA «Siamo pronti a rimanere nel Pdl soltanto se ci saranno proposte condizioni chiare: commissariamento del partito locale e soprattutto promozione di un forte rinnovamento della classe dirigente regionale che in questi anni ha gestito male il partito. Solo così potremmo trovare le giuste motivazioni per celebrare la prossima campagna elettorale». Non si placa la polemica all’interno del pdl abruzzese sulle candidature. A intervenire nel dibattito è stato Nazario Pagano, presidente del consiglio regionale, intervenendo. ieri a Pescara, all’apertura dei lavori dell’assemblea di AgorAbruzzo, il movimento politico che racchiude consiglieri regionali, amministratori locali e molti simpatizzanti del Pdl. Era presente anche un altro consigliere regionale pescarese del Pdl, Riccardo Chiavaroli. «Pescara e la sua provincia sono state private di una rappresentanza parlamentare», ha sottolineato Pagano, «e le responsabilità sono di chi, oggi, ha gestito male il partito a livello locale. Nelle liste non c’è stato un solo segnale di rinnovamento, salvo qualche foglia di fico messa in posizione non eleggibile. Tuttavia, il prossimo anno abbiamo in programma elezioni importanti, come le regionali, le provinciali e il rinnovo dei consigli comunali, in particolare quello di Pescara». «Se le nostre condizioni non saranno accettate», ha concluso Pagano, «ci sarà il nostro totale disimpegno a partire dalla prossima campagna elettorale. Noi siamo uomini e donne liberali, e dunque sostenitori dei valori della persona e della famiglia, e dunque rimarremo sempre antagonisti alle forze politiche di sinistra». Più duro nella polemica con i leader abruzzesi del partito è Gianfranco Giuliante, assessore regionale aquilano del Pdl. Chi ha sbagliato, secondo Giuliante? «Ha sbagliato Chiodi, dando l'impressione di aver confso il ruolo di presidente della Regione con quello di sindaco di Teramo», ha detto Giuliante. «Ha sbagliato personalizzando attacchi e bersagli e sinanco motivazioni». «Ha sbagliato l'oligarchia abruzzese», ha aggiunto, «fino a dodici ore prima piagnucolante, e che "ricolpita" da improvviso benessere ha approfittato del ruolo di "caporale di giornata" e nella gestione degli avanzi si è fatta prendere la mano. Servono i nomi? Tancredi, Di Stefano, Piccone».