ROMA L’ultima frecciata al curaro ai giornalisti rapiti dalle sirene della politica l’ha lanciata ieri il direttore del tg di La7 Enrico Mentana: «Giornalismo e politica non sono vasi comunicanti. O fai il giornalista o fai il politico» ha detto all’esercito di colleghi scesi o «saliti» in campo. «Se la vostra passione è quella politica, allora andate e non tornate». Era stato lui nei giorni scorsi ad aprire su Twitter una polemica che non accenna a fermarsi: «Cari Minzolini, Ruotolo, Mineo, Mucchetti, Giannino, Sechi. Del giornalismo si diceva sempre meglio che lavorare. Della vostra scelta pure». Sul web le battute si sprecano. «I giornalisti candidati? Mi fanno un’ottima impressione, ma io sto in mezzo» fa l’ex direttore del Tg1 Gad Lerner, ora a La7, che da giornalista è stato uno dei promotori del Pd. «Buone notizie per la folla di giornalisti candidati: in Israele successo del partito Yesh Atid guidato da mezzobusto Yair Lapid» ha ironizzato Gianni Riotta, La Stampa. «È come se l’arbitro, di colpo, si mettesse a giocare» ha dichiarato Beppe Severgnini, Corriere della Sera, smentendo le voci di candidatura. Ma per i pochi che non si sono lasciati incantare, tanti hanno deciso di fare il salto. Il più chiacchierato è l’ex «direttorissimo» (definizione di Silvio Berlusconi) del Tg1 Augusto Minzolini, candidato con il Pdl, che su Twitter è finito sotto attacco e ha risposto senza risparmio di aggettivi, provocando il blocco temporaneo del suo account: «È stato mio figlio a inviare i messaggi di insulti: condivido il senso delle cose che ha scritto, ma io ci avrei pensato prima» ha spiegato, parlando di «squadrismo della rete». Ha scelto invece la Rivoluzione civile dell’ex pm Antonio Ingroia Sandro Ruotolo: segue così le orme dell’amico Michele Santoro, che nel 2004, dopo l’«editto bulgaro» e l’allontanamento della Rai, fu eletto all’europarlamento con l’Ulivo assieme alla collega Lilli Gruber. Dalla Rai arriva un altro mezzobusto eccellente, Corradino Mineo, ex direttore di RaiNews 24, candidato con il Pd assieme alla firma del Corriere della sera Massimo Mucchetti, salutato così dal direttore Ferruccio De Bortoli: «Auguri, ma stai commettendo un grande errore». Lasciano Rainews 24 per aderire con Ruotolo al movimento di Ingroia altri tre giornalisti: Maurizio Torrealta, Arcangelo Ferri e Carlo Cianetti, seguiti dall’esperto di mafia Saverio Lodato, firma storica dell’Unità, e da Sandra Amurri, giornalista del Fatto Quotidiano. Nelle fila del centrosinistra è schierata anche la cronista anti-camorra del Mattino Rosaria Capacchione, capolista Pd in Campania. Roberto Natale, ex presidente della Federazione nazionale della Stampa, giornalista Rai, correrà invece con Sel, così come l'editorialista del Manifesto Ida Dominijanni, e come il giornalista e sceneggiatore Claudio Fava. Sul fronte opposto, in campo con il Cav, assieme a Minzolini c’è anche Romana Liuzzo, capo servizio del settimanale Panorama: «Ma solo perché me l’ha chiesto Berlusconi» ha dichiarato, mentre l’ex direttore del Tempo, Mario Sechi, ha aderito alla Scelta civica del premier Mario Monti. Corsa in solitaria invece per il giornalista economico Oscar Giannino, ex di Radio24, con il suo movimento Fare-Fermare il declino, che dopo un iniziale tentativo di contatto (fallito) con Monti ha scelto l’autonomia. Era stato Giannino a rintuzzare le prime bordate di Mentana: «Per lui ambirei a soldi pubblici e non lavorare – aveva replicato – Sono a reddito zero e intacco risparmi per seggio incerto». Al voto anche Magdi Cristiano Allam, attualmente deputato europeo, con la lista «Io amo l’Italia». Sfida tra celebri mezzibusti anche alle regionali del Lazio: la conduttrice Livia Azzariti guiderà la lista civica di Nicola Zingaretti, candidato presidente del centrosinistra, mentre Fidel Mbanga-Bauna, congolese, volto noto del Tg3 regionale, candidato alla Camera nel 2003 con An, guiderà la lista civica per Francesco Storace (Destra).