ROMA C’è una fattura emessa nei confronti della Breda Menarinibus Spa a far sospettare agli inquirenti che in Campidoglio ci fosse più di un interesse alla buona riuscita dell’operazione filobus. Viene emessa dalla misteriosa società statunitense Systematic enterprises Llc il 5 marzo del 2009, e viene inoltrata dall’imprenditore Edoardo D’Incà Levis a Luca D’Aquila e, per conoscenza, a Roberto Ceraudo, ex amministratore delegato della Breda. Nella mail datata 10 marzo, D’Incà allega il documento fiscale per 264.153 mila euro, ma dall’analisi effettuata dalla Guardia di finanza emerge un particolare. L’importo viene giustificato, infatti, come «acconto dovuto rispetto alla assistenza prestata per la vostra azienda nel corso dei negoziati commerciali con il Comune di Roma per la fornitura di filobus alla “Alia Cilia Roma”».
LA FATTURA
In data 19 giugno del 2009, cioè tre mesi dopo, sempre D’Incà Levis spedisce una nuova mail a Ceraudo, inoltrando anche la seconda versione della fattura della Systematic enterprises, che reca, comunque, la stessa data del 5 marzo, lo stesso importo, con una variazione. «Chiedo di sostituire - scrive l’imprenditore - dalla vostra contabilità la presente fattura che ha lo stesso numero e data della precedente, ma con un wording più adeguato». Segue descrizione: «Acconto dell’importo dovuto rispetto all’assistenza prestata per la vostra azienda nel corso dei negoziati commerciali con Skoda electric Plzen per la fornitura delle apparecchiature elettriche collegate alla fornitura finale per opere civili azienda De Sanctis, Roma». È lo stesso gip nell’ordinanza di custodia cautelare a sottolineare la strana sparizione, ma anche l’evidente falsità del documento. «La nuova versione - sottolinea, infatti, il giudice - risulta priva di qualsiasi riferimento al Comune di Roma, e alla non meglio individuata “Alia Cilia Roma”. Al riguardo deve rilevarsi come la richiesta di sostituzione del documento fiscale giunga ad oltre tre mesi di distanza dall’invio della fattura originaria, la quale, nel frattempo, era già stata interamente saldata mediante bonifico disposto alla Intesa San Paolo in data 12 marzo. Questo conferma - aggiunge - la sostanziale incoerenza della descrizione della prestazione, il suo mutamento e la conseguente sostituzione, elementi che inducono a ritenere come fosse indifferente per le parti il contenuto della fattura, e come la stessa fosse di fatto finalizzata a conferire formale copertura al corrispondente trasferimento di denaro operato dalla Breda Menarinibus spa a favore del conto corrente londinese della Systematic».
L’INTERROGATORIO
Tutto questo mentre il sindaco Gianni Alemanno tiene a prendere le distanze da quell’appalto. Nei prossimi giorni, comunque, è previsto un interrogatorio determinante per l’inchiesta, quello di Riccardo Mancini, ex amministratore delegato di Ente Eur, che per il gip sarebbe stato il terminale dell’operazione, oltre che il garante dei rapporti con il Comune. Mancini è indagato da mesi. Viene tirato in ballo da Lorenzo Cola, ex consulente esterno di Finmeccanica. Negli atti gli si contesta una presunta mazzetta da 500 mila euro, ma le verifiche fiscali effettuate dalla finanza non avrebbero trovato nei suoi conti irregolarità legate a questa somma. Questo fa sospettare agli inquirenti che la cifra, versata cash, possa essere stata divisa con altri.