ROMA Non è la prima volta che Berlusconi assolve il fascismo. Salvo poi fare dietrofront. Ieri, nella giornata della Memoria, arriva a sorpresa all’inaugurazione del museo della Shoah, nella stazione di Milano. E, davanti al binario 21, da dove partivano i treni blindati con gli ebrei verso Auschwitz dichiara che «il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene». Non solo. A suo dire l’Italia fascista «non ebbe le stesse responsabilità della Germania. Ci fu una connivenza che all’inizio non fu completamente consapevole». Poco dopo, durante la cerimonia, sonnecchia in prima fila. Poi, di fronte all’indignazione della comunità ebraica e di moltissimi politici, nonché della stampa estera, il leader Pdl è costretto alla marcia indietro.«Non ci può essere alcun equivoco sulla dittatura fascista, anche se pensavo che questo dato fosse chiaro per tutta la mia storia politica passata e presente», recita una nota scritta, nella quale si accusa la sinistra di «speculazioni elettorali».
LA GIORNATA
Quando Berlusconi lascia la stazione di Milano, dopo aver stretto la mano al premier Monti, la folla lo accoglie gridando «buffone». Ma anche il Professore, dopo il suo intervento, viene contestato da un gruppo che gli urla un sonoro «vai via», nonostante, poco prima,abbia scandito che «l’Italia ha un debito di memoria e che l’indifferenza è il rischio più grave», per concludere che «la memoria delle persecuzioni razziali e antisemite non può essere retaggio solo di una parte della popolazione. L'Europa e l'Italia siano esempio di convivenza tra gente diversa».
Per il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, «Berlusconi ha usato questa giornata per una manovretta elettorale, per richiamare un po’ di voti di una destra fascistoide, addirittura strizzando l'occhio a Mussolini. Una cosa indecente». Pier Ferdinando Casini bolla le frasi come «immani sciocchezze». Per Nichi Vendola l’ex premier «è un falsario che dovrebbe solo tacere». Per Antonio Ingroia «l’ex premier è la vergogna dell’Italia». La pd Anna Finocchiaro parla di «affermazioni inaccettabili per tutti gli italiani che amano la democrazia», mentre Dario Franceschini pretende «che Berlusconi si scusi». Lo difendono invece Angelino Alfano, che accusa la sinistra «di usare la memoria per bassi scopi» e Adriana Poli Bortone, secondo la quale «una vera politica sociale vide la luce con il fascismo».