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Data: 14/02/2007
Testata giornalistica: Trambus
Federalismo, aut-aut dalle Regioni: «Servono risorse adeguate per il tpl». Incontro positivo col governo, rimane aperta la questione tpl

Confronto positivo sul tema del federalismo fiscale quello che si è svolto giovedì scorso tra Regioni e Governo. Lo ha detto, al termine della riunione, il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, aggiungendo che la prossima settimana il ministro dell'economia e i governatori torneranno ad incontrarsi. Durante l'incontro tra il ministro, Padoa-Schioppa, il Viceministro Visco, il professor Giarda e i Presidenti delle Regioni, i rappresentanti degli Enti Locali hanno presentato la bozza da loro elaborata in materia di federalismo fiscale, dove vengono affrontate le questioni più spinose: i livelli essenziali delle prestazioni; il fondo perequativo; e la richiesta all'esecutivo di una trattazione specifica sul sistema di finanziamento del trasporto pubblico locale. "Quello che tutte le Regioni sostengono - ha spiegato il presidente della Campania, Antonio Bassolino a margine della riunione - è un federalismo solidale, capace di garantire diritti uniformi sul territorio nazionale come la salute, l'assistenza sociale e l'istruzione". Rimane ancora aperto, invece, il capitolo che riguarda i trasporti inserito nella cosiddetta "bozza Giarda" trasmessa alle Regioni dal governo. Secondo la formulazione del governo, quello del tpl sarebbe, infatti, un servizio di "secondo livello", tale cioé da essere finanziato solo in parte dallo Stato, mentre per le Regioni si tratta di un servizio primario. I governatori chiedono che sia riconosciuto come un diritto sociale, per il quale deve essere lo Stato a determinare i "livelli essenziali di prestazione", come succede per la Sanità. Proprio sulla questione del tpl, il presidente della Conferenza delle Regioni, ha spiegato che questo "va adeguatamente finanziato sulla base di standard verificati e verificabili". La svolta più significativa riguarda la progressiva uscita dalla logica della "spesa storica" (cioé il finanziamento dei servizi sulla base di un criterio capitario, adeguato sulla base dell'inflazione). "Non si sta più sulle spine e nell'incertezza - ha aggiunto - ma si avvia un percorso che porta gradualmente verso un meccanismo perequativo".

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