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Data: 29/01/2013
Testata giornalistica: Il Tempo
Conti in linea con le previsioni per Alitalia. Soci liberi di vendere le quote Niente decisioni sul riassetto

Bocche cucite al termine del cda, il primo dell’anno, di Alitalia. Nessuna novità di rilievo sulla gestione delle quote dei soci della compagnia che dal primo gennaio possono venderle. Il tema non era all’ordine del giorno e non sarebbe stato affrontato nemmeno ufficiosamente. Per una questione di cortesia istituzionale verso i rappresentanti del socio Air France non si è parlato del mandato esplorativo che gli azionisti di Cai - compresi alcuni dei maggiori - hanno affidato alla banca d’affari a Rothschild per le «operazioni internazionali» di Alitalia, anche per sondare ipotesi di future alleanze e possibili sviluppi delle stesse. Dunque il cda si è solo concentrato sull’esame delle prime risultanze del bilancio. Secondo quanto è filtrato da fondi vicine al dossier l’ad Andrea Ragnetti e i consiglieri hanno analizzato i risultati del preconsuntivo 2012. Le cifre confermano, come stimato da Ragnetti a metà gennaio, un quarto trimestre in miglioramento rispetto al quarto trimestre del 2011. L’ad puntava a contabilizzare appunto nell’ultima parte dell’anno un incremento importante dei ricavi tale da far risultare il quarto trimestre del 2012 il migliore nella serie degli ultimi 15 anni. Così sembra dalle prime analisi. E questo confermerebbe anche l’inversione di tendenza rispetto ai primi sei mesi dell’anno già evidenziata nel terzo trimestre. Sotto i riflettori del cda anche l’andamento del primo trimestre del 2013 che, nonostante la situazione gravemente recessiva del Paese e del settore, conferma le previsioni del budget e mette le premesse per raggiungere il pareggio operativo quest’anno. L’approvazione del bilancio 2012 sarà ora all’ordine del giorno del cda in agenda per il 25 febbraio prossimo.La riunione, hanno assicurato le fonti, si è svolta in un clima tranquillo e sereno. L’appuntamento è stato il primo dopo la scadenza del lock up per gli azionisti della compagnia. Ma non ci sono state fughe in avanti sul riassetto azionario. Resta dunque in stallo il dossier della possibile salita di Air France nella compagnia italiana. Nonostante le indiscrezioni dei primi giorni dell’anno quando sembrava che Air France-Klm fosse già con il portafoglio in mano per acquistare le quote dei soci italiani. La compagnia franco-olandese ha smentito subito le indiscrezioni su un’accelerazione dei piani di acquisizione della compagnia italiana. Anche nelle casse dei transalpini i mezzi sono limitati e non sono consentite operazioni. Questione di soldi, dunque. I conti non brillano nemmeno in casa Air France. Anche nel 2012, secondo le stime, l’utile non comparirà nel bilancio e al suo posto dovrebbe apparire una perdita di circa un miliardo di euro. Considerata un’esposizione debitoria di circa 6,7 miliardi di euro sembra difficile immaginare che Parigi abbia spazio per finanziare un’acquisizione con cash le quote in mano ai piccoli soci italiani. Più facile lo scambio di azioni, ma un’operazione del genere sarebbe più difficile da percorrere in tempi brevi in ragione del rapporto di concambio da riconoscere agli italiani. Insomma se è indubbio che l’ipotesi francese resti la più accreditata sul piatto, i tempi di realizzazione rischiano di essere lunghi. Anche perché sembra difficile che la partita possa essere chiusa prima della formazione del nuovo governo. E in ogni caso visto che si parla di valore strategico della compagnia non è difficile pensare che qualche compagnia possa entrare in gioco. Tra le ipotesi un vettore del Golfo Persico, leggi Etihad o Qatar Airlines.

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