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Data: 29/01/2013
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«Il sindaco Alemanno non č indagato» Ma č giallo su una mail «depurata»

La Procura precisa: il primo cittadino non č iscritto. Ma spunta una fattura in cui il riferimento al Comune č stato eliminato

ROMA - Il sindaco di Roma Gianni Alemanno non č indagato nell'inchiesta sulla presunta mazzetta di 600 mila euro che sarebbe stata versata per una commessa di 20 bus fatta dalla societą Metropolitane Roma. Č quanto afferma la Procura della Repubblica «in relazione ad illazioni circolate in questi giorni» in seguito agli sviluppi del caso. Lo stesso primo cittadino aveva smentito fin dal primo momento un suo coinvolgimento nell'affare bus. Nella stessa inchiesta, invece, sono stati confermati gli arresti per l'ex amministratore delegato di Breda Menarinibus, Francesco Ceraudo.

LA FATTURA FANTASMA - Intanto nella Capitale č giallo su una email inviata per conoscenza il 10 marzo del 2009 da Edoardo D'Incą Levis - il mediatore d'affari arrestato dal pm Paolo Ielo - a Roberto Ceraudo, l'ad dell'azienda bolognese controllata da Finmeccanica. Nella lettera spedita per posta elettronica, si parla di una fattura con la data del 5 marzo da 264mila euro della «Systematic Enterprises LLC» che, secondo l'accusa, č servita per «mascherare» una delle tranche di pagamento della mazzette. Da una successiva mail sparisce il riferimento al Campidoglio, come se si fosse tentato di allontanare qualsiasi collegamento diretto con l'amministrazione capitolina.

SEI NEL REGISTRO DELLA PROCURA - Gli indagati nell'inchiesta su una presunta tangente da 600 mila euro per la fornitura di 42 bus per il corridoio della mobilitą Laurentina sono sei: l'ex Ad di Breda Menarini, Roberto Ceraudo, colui che avrebbe versato la mazzetta, l'imprenditore Edoardo D'Incą Levis, il quale sostiene di aver predisposto il 'fondo nerņ per la tangente, Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Cola, ex consulente esterno di Finmeccanica, e Marco Iannilli, commercialista di Cola.

IL MANAGER VICINO AL SINDACO - Indagato anche l'ex ad dell'ente Eur, Riccardo Mancini - un manager molto vicino al sindaco di Roma -, destinatario per l'accusa di una parte della tangente. L'impennata alle indagini sarebbe stata determinata dalle dichiarazioni di D'Incą Levis che parlavano del riferimento di Ceraudo alla «segreteria di Alemanno» come destinataria della tangente. Lo stesso Ceraudo ai pm avrebbe poi precisato che si trattava di «soldi alla politica romana».

CERAUDO RESTA IN CARCERE - L'ex amministratore delegato di Breda Menarinibus Francesco Ceraudo resta in carcere. Il gip Stefano Aprile ha infatti respinto la richiesta presentata dal difensore di Ceraudo, l'avvocato Francesco Compagna. Al centro della vicenda che ha determinato l'arresto dell'ex amministratore delegato la presunta mazzetta che sarebbe stata concordata in relazione all'acquisto di 45 bus che dovevano collegare la zona Roma-Laurentina-Tor Pagnotta. A disporre l'arresto di Caraudo era stato il pubblico ministero Paolo Ielo, e secondo il gip non appaiono chiare quanto dichiarato dall'ex ad sia per quanto riguarda l'entitį delle tangenti sia per quanto concerne il passaggio del danaro. Infatti secondo quanto emerso dagli accertamenti l'entitį delle cifre indicate da Ceraudo č inferiore a quanto č stato accertato valutando le fatturazioni per prestazioni inesistenti emesse nell'ambito dell'operazione acquisto. Sempre secondo il gip Ceraudo ha indicato come destinatari delle somme in questione l'ex consulente esterno di Finmeccanica Lorenzo Cola e l'ex commercialista Marco Iannilli.

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