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Data: 29/01/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Scandali in Abruzzo, Emilia penalizzata» Monti: «A Bruxelles abbiamo pagato la mancanza di credito»

Mario Monti visita le zone terremotate dell’Emilia e spara sui quattro anni di post sisma aquilano. Nella richiesta per i fondi per la ricostruzione dopo il sisma in Emilia, nei confronti dell’Europa, «abbiamo dovuto pagare la mancanza di credito per l’Abruzzo, perché le notizie degli scandali erano arrivate anche a Bruxelles». Insomma, nel chiedere i fondi per l’Emilia, il governo ha accusato difficoltà per colpa dell’Abruzzo, dice Monti. Parole senza riferimenti precisi. Così c’è chi, agli «scandali», associa le inchieste su infiltrazioni e cricche, isolatori sismici e così via. C’è chi vi legge critiche severe a Silvio Berlusconi, a Guido Bertolaso e alla gestione commissariale. Evidente la stilettata a Gianni Chiodi: «A differenza di quanto avvenuto in Abruzzo, qui la gestione è stata affidata alla Regione e al suo presidente, in una Regione gestita in maniera efficace». Pollice verso per Chiodi, lodi per l’omologo emiliano Vasco Errani. Le reazioni risentono delle elezioni imminenti. «Monti ha detto la verità» commenta il sindaco Massimo Cialente. «Caro Monti, ha messo in castigo gli aquilani? Vuol far pagare a noi lo sciacallaggio che il post terremoto ha portato con sé?» esplode il segretario regionale de La Destra Luigi D’Eramo: «Abbiamo subito un disastro e continuiamo a subirlo ogni giorno. Monti giustifica le difficoltà incontrate a Bruxelles nel reperire fondi da destinare ai nostri fratelli emiliani con le scelleratezze compiute sulla nostra pelle. È vero... abbiamo subito l’onta degli scandali che però non possono e non devono ricadere su di noi». «È tutto vero - spiega il sindaco - ci sono stati scandali e la gestione è stata, come ha affermato il ministro Fabrizio Barca, a-democratica. La vicenda aquilana la difende solo Berlusconi. Ora stiamo cercando di recuperare, vogliamo difendere la nostra causa, ho parlato a lungo con Pierluigi Bersani e quando verrà eletto ci farà ottenere il contributo agevolato». La campagna elettorale si gioca sulla pelle degli aquilani, presi a prestito ora dalla destra, ora dalla sinistra, in quasi tutti i discorsi, in ogni momento e luogo. La tragedia, ancora evidente, e le ferite, mai rimarginate, non scoraggiano i «viandanti» sulla strada della strumentalizzazione politica; non suggeriscono una condotta rispettosa dei problemi e del dolore degli aquilani stanchi di essere al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, come esempi double face, in base agli interessi di parte, dimenticati poi da tutti, una volta passata la «festa». «L’Aquila non merita questo. Monti non può tirarla in ballo citandola come esempio negativo per truffe e corruzione, merita rispetto e attenzione, anzi merita le scuse» è il commento di Giampaolo Arduini, al quale si aggiunge quello di Stefania Pezzopane che, dopo aver ricordato che Monti, come Berlusconi, fa «campagna elettorale sul terremoto», dice: «Se Monti avesse voluto fare davvero una cosa utile per le nostre zone terremotate, avrebbe potuto concedere il contributo agevolato». «Un’uscita decisamente infelice... parole ingenerose... cita scandali di cui gli aquilani sono stati solo vittime inconsapevoli...» chiosa Chiodi risentito anche per le parole di Cialente, che non ha colto «l’offesa ai suoi concittadini e agli abruzzesi tutti».

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