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Pescara, 22/03/2026
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Data: 29/01/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Colantonio «Mussolini? Berlusconi ha ragione»

CHIETI «Spiegatemi cosa c'è di scandaloso nelle dichiarazione di Berlusconi. Io le cose peggiori fatte da Mussolini le conosco, come tutti gli italiani. Ma conosco anche le cose buone fatte in vent’anni da Mussolini, perché non si dà atto anche di questo, gridando oggi allo scandalo?». È il messaggio che Mario Colantonio, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Chieti, pubblica su Facebook domenica pomeriggio, a poche ore dalla frase pronunciata a Milano dall'ex premier («Il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene»). Il post di Colantonio, rilanciato sul social network da diversi utenti, ha scatenato parecchi commenti contrariati. E c'è chi chiede le dimissioni dell'esponente della giunta Di Primio. Giampiero Riccardo, coordinatore regionale Giovani Idv e candidato alla Camera per Rivoluzione civile, sottolinea invece come all'intervento dell'assessore sia necessario «rispondere esibendo una più elevata capacità di raziocinio e adoperandosi per incrementare il tasso di civiltà della comunità».
SUBCULTURA
E ancora: «L'insidioso tentativo condotto dal senatore Di Stefano per l'abrogazione delle norme transitorie che vietano la ricostituzione del partito fascista, l'assenza di Di Primio all'inaugurazione della sala intitolata a Matteotti nel Tribunale di Chieti, gli insulti xenofobi a Zeman e adesso la nostalgia filo-mussoliniana di Colantonio: sono espressioni di una subcultura che offende la città, perché irrispettosa delle centinaia di migliaia di feriti e di morti durante la guerra, delle squadracce che bastonavano a morte gli oppositori del regime, delle faccette nere, dei greci e degli albanesi massacrati, della soppressione dei diritti civili e della libertà d'informazione». E dopo le parole di Berlusconi il comitato provinciale dell'Anpi Pescara lancia un appello a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche affinché sottoscrivano pubblicamente «una dichiarazione di adesione piena ai dettami antifascisti della Costituzione».

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