ROMA «Nelle politiche europee, nei Parlamenti europei e persino in alcuni governi ci sono partiti e voci che nutrono questo tipo di odio. E’ preoccupante. Per questo è necessario che tutti i leader politici prendano posizione. Contro». Non fa nomi, la commissaria della Ue agli Affari sociali Cecilia Malmstrom, ma risponde a una precisa domanda proprio sulle dichiarazioni di Berlusconi. Le parole dell’ex premier pronunciate proprio domenica 27 gennaio, Giornata della Memoria, hanno fatto il giro del mondo. Le tv inglesi, americane, arabe e indiane, persino russe, riprendono le parole di Berlusconi. La Ue non poteva star zitta né, tantomeno, sta zitta la politica italiana mentre sulla Rete gli insulti si alternano all’ironia dovuta soprattutto alle immagini che ritraggono Berlusconi che dorme mentre partecipa a Milano alla giornata in ricordo della Shoah.
«NESSUNA GAFFE»
Lui, Berlusconi, si difende di prima mattina, davanti alle telecamere Tg5: «Né gaffe né ragionamento elettorale. Ho detto con chiarezza inequivocabile che le leggi razziali sono un marchio infamante di Mussolini. Non si possono avanzare dei dubbi sulla mia posizione se non per imbastire una speculazione politica. Quale leader italiano, se non il sottoscritto, è stato definito dal primo ministro in carica in Israele come l'amico migliore d'Israele?». E parla di «polemica elettorale montata ad arte». Ma la polemica divampa lo stesso. «La battuta di Berlusconi, se è stata una battuta, è stata veramente molto, molto infelice per il luogo e la circostanza» dice Mario Monti, ospite di Omnibus su la7. Il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, non usa mezzi termini: «Berlusconi è stato ed è la vergogna dell’Italia nel mondo e quello che ha detto ne è stata l’ennesima dimostrazione».
LA DENUNCIA
Intanto, alla Procura di Roma viene presentato un esposto, rende noto Gianfranco Mascia, esponente del Popolo Viola e ora candidato ingroiano alla Regione Lazio. Dall’altra parte, si registra il consueto coro a sostegno del leader, ma viene soprattutto dal Pdl, con alcune significative eccezioni, dall’ex deputato del Pdl, Alfonso Papa, ad Alessandra Mussolini, che preferisce il silenzio.
DIFESA AZZURRA
L’ex ministro Renato Brunetta riesce persino a definire «di buonsenso» le parole di Berlusconi, il cui unico errore starebbe nell’averle pronunciate in una circostanza sbagliata, come la giornata della memoria. «Il pensiero comune italiano – spiega Brunetta che, in questo caso, veste gli inconsueti panni del professore, sì, ma di storia patria - è quello espresso da Berlusconi, vale a dire che Mussolini è un dittatore che ci ha portato in guerra e ha fatto le leggi razziali, che sono un abominio. Che però il regime fascista negli anni Venti abbia prodotto un welfare per le masse senza democrazia, gli italiani lo sanno. Abbiamo un presidente della Repubblica che ha giustificato le invasioni sovietiche, possiamo benissimo avere un ex premier che, in maniera corretta, dica cos’è stato il fascismo». Per un altro ex ministro, Maria Stella Gelmini, invece, «Berlusconi è stato frainteso» In difesa del Cavaliere scende anche Renata Polverini, candidata del Pdl alla Camera e presidente dimissionaria della regione Lazio, che però osserva: «Forse gli è venuta male la battuta ed era il giorno meno adatto per parlare in quei termini di Mussolini». In effetti, come nota, appunto, Giorgia Meloni, «esistono 364 giorni l’anno per parlare di fascismo e quello di domenica scorsa era il meno adatto».