ROMA Una riforma del calendario scolastico che riduca le vacanze estive a un solo mese. Era la proposta contenuta nella bozza sulla riforma del mercato del lavoro preparata da Monti. «Va ipotizzata - si legge alla pagina 10 del documento - una riforma del calendario scolastico in modo da limitare ad un mese le vacanze estive, sulla base della partecipazione volontaria delle famiglie. Questa misura non vuole andare ad aggravare il lavoro degli insegnanti, ma modernizzare un sistema che penalizza i genitori lavoratori». Ancora: «Le attività sportive, di recupero, alternative e per la comunità possono trovare più spazio se la scuola rimane aperta per 11 mesi l'anno, incoraggiando ogni istituto ad essere autonomo nella scelta dell'impiego per il tempo in più».
LE PROTESTE
Anche se a sera Scelta civica frena e precisa «la riforma del mercato del lavoro sarà presentata nei prossimi giorni e non conterrà alcun taglio delle vacanze scolastiche», è già polemica.
Tutti contrari, o quasi. «Gli istituti non sono parcheggi», commenta polemico il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. «Le scuole non sono strutturate per ospitare i ragazzi nel periodo estivo, specie da Roma in giù», riflette ancora Donatella Poselli, presidente Unione italiana genitori. Boccia la proposta Monti Antonino Petrolino, Associazione nazionale presidi, meno negativa Elisabetta Scala a nome del Moige: «La scuola dovrebbe garantire attività alternative, per andare incontro alle famiglie che lavorano». Roberto Campanelli, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti si meraviglia: «E’ un paradosso, dopo i tagli, un’offesa alla scuola pubblica». E Giuseppe Bagni, del Cidi: «Ma di che scuole parla Monti, quando sono già sempre aperte tra esami, corsi di recupero, debiti, appuntamenti con i genitori. Noi non guardiamo i figli ai genitori, li formiamo».
PIÙ FLESSIBILITÀ
Nella bozza montiana c’è anche una riforma del lavoro che non punta a smontare la legge sui licenziamenti individuali, ma che punta a sperimentare soluzioni più flessibili. «L'obiettivo della valorizzazione, come rapporto di lavoro prevalente, del contratto a tempo indeterminato rimodulato in un quadro di maggiore flessibilità, mobilità e occupabilità del mercato del lavoro, è diversa dalla proposta del contratto unico a tutela crescente».
Un nuovo codice del lavoro, più snello e sviluppo della previdenza complementare privata. Sono gli altri punti previsti dalla bozza in cui si propone la possibilità di «destinare al finanziamento di una forma di previdenza complementare una parte della contribuzione obbligatoria». Tra le ulteriori novità, sviluppo del welfare aziendale e voucher per assistenti badanti qualificate alla cura degli anziani e non autosufficienti. Un piano straordinario per dare l'opportunità di lavoro ad ogni giovane che esce da un ciclo scolastico è un altro punto del programma montiano. Secondo la bozza, «a chi non ha opportunità di lavoro, deve essere offerta un'opportunità dal servizio pubblico, in collaborazione stretta con organizzazioni private imprenditoriali e no, entro il termine massimo di 4 mesi».
STRETTA SUI DIRIGENTI P.A.
Infine una stretta sulla P.A.. «A quei dirigenti i che, pur in presenza di adeguati poteri, mancheranno l'obiettivo in misura grave dovrà essere revocato l'incarico dirigenziale».