Treni e metropolitane sono ripartiti alle 16,30. Dopo una partecipazione praticamente compatta allo sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl a sostegno del rinnovo del contratto per i lavoratori del trasporto pubblico. Per otto ore, dalle 8,30 alle 16,30, in superficie, circola il venticinque per cento dei bus e un altro quindici per cento di linee extraurbane. Ma sotto, le possibilità di spostamento, sono ancora inferiori. «Abbiamo avuto una partecipazione forte e omogenea- riepiloga, soddisfatto, a fine giornata, Alessandro Capitani, della Cgil Filt di Roma e Lazio - allo sciopero ha aderito il 90 per cento del personale Cotral e l'85% di Trambus, malgrado i soliti "balletti" di cifre messi in campo dall'azienda. Quanto ad Atac, la partecipazione è stata di circa il 70%, secondo le nostre stime».
I collegamenti ferroviari è come non esistessero: la Roma-Lido, la Roma-Pantano e la Roma-Viterbo si fermano alle 8,30 per ripartire solo a sciopero concluso, nel pomeriggio. Perciò incolonnamenti e paralisi dal Grande Raccordo Anulare alla Cristoforo Colombo e lungo la Tangenziale come sulle vie consolari. Rallentamenti sull'Appia e lunghe soste sulla Laurentina, che diventano ingorghi all'avvicinarsi di incroci importanti, come alla Cecchignola e a Tor Pagnotta.
Stessa storia in zona Ovest, lungo l'Aurelia, tra Massimina e piazza Irnerio o per via Pineta Sacchetti. Foro Italico intasato in entrambi i sensi di marcia e via Salaria praticamente paralizzata da Settebagni.
Il tutto si ripete due volte, naturalmente. Al mattino (dalle sette alle nove circa) e poi di nuovo dalle sedici alle diciannove circa. Nel centro storico i varchi sono spenti. Niente Ztl fino alle diciotto aveva deciso l'amministrazione comunale in seguito allo sciopero. Ma il traffico si è moltiplicato e Corso Vittorio o via Nazionale aperte, servono solo a riprodurre le solite immagini sul Lungotevere. Code, sofferenza e insofferenza.
«Ogni volta che c'è uno sciopero i cittadini pagano un prezzo alto - dice il sindaco Veltroni - oggi per via del ponte l'impatto è stato minore, mi auguro che si possa chiudere al più presto questa vertenza nazionale». I taxi, anche dove sono in forze (alla stazione Termini, giurano gli operatori) non bastano. Ecco allora che si fa più evidente l'alta concentrazione di noleggiatori e perfino abusivi. «Taxi? Serve un taxi?». Alle undici saranno un ventina a rivolgere la stessa domanda agli utenti in coda sul piazzale. Alcuni sono scesi dal pendolino o dall'Eurostar. In due ore hanno raggiunto Roma da Firenze o da Napoli per trovarsi appena a metà strada, rispetto al traguardo. «Quasi cinquanta minuti per un taxi che mi porti al Circo Massimo», dice una signora, passeggera Trenitalia di un venerdì 28 che sembra piuttosto un venerdì tredici, con la pioggia in arrivo, niente mezzi ma solo caos ed elicotteri della municipale sopra, a guardare dall'alto e a confermare poi, la percezione di tutti. Che stavolta, il ponte, nessuno (o pochi) l'hanno fatto (ma al mattino era stato segnalato anche il traffico sulla Tangenziale Est e il blocco dell'immissione in città dall'autostrada A24, Roma- L'Aquila).
Altra signora, altra storia: «Sono di Verona. Tre volte sono venuta a Roma e tre volte ho fatto una coda di ore per il taxi. Possibile? Sarà mica colpa dei turisti che sono troppi?».