Il timore che qualcosa potesse andare storto era stato paventato al momento della concessione dei soldi. A distanza di qualche mese le temute conseguenze hanno trovato purtroppo riscontro in Regione, con conseguenze finanziarie imprevedibili per l’Aeroporto d’Abruzzo e la Saga: il Consiglio dei ministri ha infatti impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge regionale che ha erogato 5,5 milioni di euro per l'Aeroporto d'Abruzzo. Secondo il governo, in buona sostanza, la legge presenta aspetti di illegittimità costituzionale perché in contrasto con i principi comunitari e violerebbe la disciplina sugli aiuti di Stato, in quanto non è stata sottoposta al vaglio della Commissione europea per il parere preventivo.
Il timore è che la Saga debba restituire i finanziamenti pubbliche ricevuti, il che si tradurrebbe in una mazzata tale da mettere a rischio la sopravvivenza della società di gestione.
Proprio negli ultimi giorni dell’anno scorso il consiglio regionale, messo in guardia da precedenti altolà con impugnazioni del governo ai finanziamenti concessi alla Saga, aveva approvato una norma per fronteggiare lo stato di emergenza in cui versa la società che gestisce lo scalo, composta per l'85% da enti pubblici (la Regione Abruzzo, che detiene la maggioranza delle azioni con il 41,30%, le Camere di commercio di Pescara, Chieti, Teramo e L'Aquila) e per il 15% da soci privati. I 5 milioni e mezzo di euro erano stati trovati pescando i soldi dalle economie vincolate destinate alle funzioni delegate dallo Stato in materia ambientale, necessari a rifinanziare una norma del 2001 sulla valorizzazione dell'aeroporto che originariamente prevedeva un contributo di un miliardo di vecchie lire. Ma l'esecutivo guidato dal premier Monti, l'8 febbraio, scorso ha impugnato la legge, costringendo la Regione a rivedere da subito le scelte. «Non è un problema di soldi, che certo non mancano, bensì di procedura, oggi molto più stringente e restrittiva di ieri in tema di aiuti di Stato» dicono alla Regione. Il presidente della Saga, Lucio Laureti, è in attesa di chiarimenti: «Il nostro piano marketing, finanziato con quelle risorse, è già avviato e non vedo la possibilità di tornare indietro. Sono certo che l’assessore regionale al turismo Mauro Di Dalmazio si metterà subito al lavoro per uscire da quest’emergenza. A ben vedere - aggiunge il presidente Saga - il governo Monti ha messo in discussione il principio alla base della norma sui finanziamenti, una procedura contestata anche ad altre regioni e che riguarda altre realtà europee».