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Pescara, 22/03/2026
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Data: 19/02/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Verso il voto del 24 febbraio - Il leader 5 Stelle contro i sindacati «Hanno fatto il loro tempo». Poi anche una stoccata sul «Papa tedesco»

CREMONA Beppe Grillo, prima a Cremona, poi a Pavia, va all’assalto della Lombardia (oggi sarà a Milano). Piazze straboccanti, prosegue nel suo attacco all’arma bianca anti-sistema e, nelle sue invettive, incappano gli obbiettivi tradizionali: il Pd, per la vicenda Montepaschi, Silvio Berlusconi, la riforma del lavoro del ministro Fornero: «Vadano i figli della Fornero a lavorare in un call center a 500 euro al mese». Ma ieri ne ha avute anche per il Papa: «Si dimette perché è un uomo che ha paura della sua Curia, dei suoi cardinali, delle sue banche, dello Ior. Se ne va perché è tedesco». Nella sua furia accusatoria torna a mettere nel mirino anche i sindacati oltre che tv e giornali. «Giornali e televisioni a volte sono crudeli con me - ha detto il leader del Movimento 5 stelle -. Mi hanno dato del comunista, del fascista, del pifferaio magico e altri nomignoli. Ma più fanno così e più mi rinforzano». Poi va all’attacco dei sindacati: «Cgil, Cisl e Uil insieme ai partiti sono responsabili della disintegrazione del lavoro in questo Paese: hanno fatto il loro tempo. Noi proporremo che i sindacati entrino nella gestione delle aziende». Critiche pesanti al presidente di Mps Alessandro Profumo: «Uno che ha vissuto a pane e Pd per tutta la sua vita», mentre quello che ha travolto l’istituto senese «è il più grande scandalo della storia italiana: è due Parmalat». Berlusconi è «il nano che zampetta da una parte all’altra, è la preistoria, è l’oltretomba», dice ancora Grillo rilanciando l’idea di un reddito di cittadinanza pari a mille euro al mese a ciascun disoccupato. Il leader del M5s si duole perchè «nel nostro Paese non si parla di questioni delle quali si dibatte nel resto dell’Europa, come la riduzione dell’orario di lavoro a 20 ore settimanalì», e rilancia il taglio delle Province: «Lo volevano tutti, ma non lo hanno fatto perché dentro c’erano anche i loro». L’Imu va tolta: «L’ha capito anche il nano, solo che lui l’aveva votata», e sarà eliminata Equitalia «una stortura del sistema tributario». Poi, in piazza, un siparietto con un cameraman: «Riprendono solo le teste in prima fila e me, così sembra che siamo quattro gatti. Ieri gli abbiamo fatto sollevare la telecamera perchè inquadrasse tutti e la regia ha mandato la pubblicità». La folla rumoreggia ma Grillo interviene a sua difesa: «Lui non è responsabile - ha detto - è un cameraman, non te la puoi prendere con un ragazzo».

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