ROMA Assolutamente contrario a un confronto tv allargato, oltre che a Bersani, a Mario Monti, Berlusconi accoglie il nuovo invito rivoltogli da Luigi Gubitosi quasi come un offesa personale. E lascia il direttore generale della Rai agli strali del fido Paolo Bonaiuti che, ribadendo la disponibilità del Cavaliere a un dibattito solo con Bersani, definisce il top manager di viale Mazzini «portavoce di Monti e, in seconda istanza, di Bersani», sostenitore di un confronto non a tre, come auspicato dal premier, ma con tutti i sei candidati a palazzo Chigi. Tra i bersagli del Cavaliere, che ieri ha rinnovato i suoi attacchi anche a Grillo e alla magistratura, anche la Lega, sia pure in un’alternanza di abbracci ed assai poco velate minacce. Berlusconi, infatti, prima di stringersi al collo del candidato al Pirellone, Roberto Maroni, sul palco della Fiera di Milano, ribadendo la propria fiducia nella lealtà della Lega, aveva detto a Monza, di fronte a una platea di imprenditori, che se il Carroccio creasse difficoltà al suo governo prossimo venturo non esiterà a far cadere le giunte a conduzione leghista di Piemonte, Veneto e Lombardia.
VINCEREMO
Inossidabilmente ottimista sul risultato elettorale, il Cavaliere, in un nuovo dribbling del divieto di diffondere sondaggi, dà al migliaio di sostenitori adunatisi alla Fiera «una buona, buonissima, notizia: sembra - dice - che li abbiamo raggiunti e superati. Vinceremo come nel ’94». In ogni caso - è la sfida al premier - di fronte a «un centrino, con Monti disperato perché probabilmente non raggiungerà il 10 %» (di qui la rinnovata promessa di ubriacarsi nella circostanza), Berlusconi attribuisce dignità di competitor al solo Pier Luigi Bersani. Questa la ragione per limitare un eventuale dibattito a lui stesso e al leader pd, cioè «agli unici due che hanno possibilità di vincere».
Le stesse argomentazioni sono quelle di Bonaiuti nella sua polemica con il dg Rai, al quale rimprovera di «non voler prendere in considerazione anche la proposta più volte avanzata da Berlusconi di un faccia a faccia con Bersani». Il portavoce del Cavaliere sostiene poi che «Berlusconi ha già dimostrato, come nessuno in questa campagna, di voler affrontare qualunque trasmissione e qualunque avversario, anche il più ostico, sempre raggiungendo risultati record di ascolto». Di qui il disappunto di Bonaiuti, e del leader pdl, di fronte al rifiuto della loro proposta.
La conclamata disponibilità ai confronti in tv del Cavaliere è però andata incontro ieri sera a una battuta d’arresto, quando Berlusconi ha disdetto l’appuntamento con Lilli Gruber e Marco Travaglio per la puntata odierna di ”Otto e mezzo“. Al disappunto manifestato da La 7 ha replicato una nota di palazzo Grazioli che attribuisce la responsabilità del cambio di programma a una «mancanza di comunicazione» tra la Gruber ed Enrico Mentana che, sempre nella serata di oggi, ospiterà a ”Bersaglio Mobile“ in tre distinte interviste lo stesso Cavaliere, Monti e Bersani.