ROMA E’ il confronto televisivo l’ultima fiammata della campagna elettorale con il Pdl che spara contro la Rai, messa sotto accusa per aver proposto una sfida prima a tre e poi a sei con Bruno Vespa e Mario Orfeo come moderatori. A una manciata di giorni dal voto tra i leader in corsa volano scintille anche sul match televisivo. E la campagna elettorale 2013 sarà archiviata con confronti a distanza: stasera Berlusconi, Monti e Bersani saranno separatamente ospiti di Mentana. E sempre da stasera e fino a giovedì si alterneranno, su Raiuno, a «Porta a Porta». A far saltare il banco è il Cavaliere che rilancia su un duello a due tra lui e Bersani, «gli unici in lizza perchè Monti non ha nessuna possibilità di vincere le elezioni». Ma il segretario del Pd non ci sta e ribadisce: «Basta balletti, sono disponibilissimo al confronto ma con tutti i candidati». E intanto attacca Grillo. «Le istanze dei cittadini arrabbiati le capisco ma Grillo non ha mai risposto a una domanda in vita sua e questo ci porterebbe fuori dalle democrazie», accusa Bersani, dopo il forfait del leader di M5S a Sky. «Più che un Grillo mi sembra un coniglio» rincara Matteo Renzi. Il comico genovese torna però a tuonare dal palco contro le tv. «Riprendono solo le teste in prima fila, così sembriamo quattro gatti», dice, costretto poi a placare la folla che lancia insulti su un malcapitato cameramen. E’ ancora Mario Monti a rilanciare la necessità di un confronto degli sfidanti in tv. «Non possiamo trattare i cittadini italiani come dei minorati», avverte il premier che davanti all’ennesimo no di Berlusconi sceglie l’ironia. «Dice che sono un centrino allora dovrebbe venirgli facile distruggermi», conferma ribadendo l’accusa di «cialtronaggine» nei confronti del suo precedessore a palazzo Chigi. Nel frattempo a sorpresa, dopo aver occupato tutti gli spazi radiotelevisivi possibili, Silvio Berlusconi dà forfait a Lilli Gruber che lo aveva invitato per stasera con Marco Travaglio a «Otto e mezzo». Il Cavaliere alla Gruber ha preferito Enrico Mentana e allo stupore della giornalista per il niet la invita a «consultarsi con il suo direttore», Mentana appunto. Poi arriva l’offerta di Bruno Vespa di ospitare quelli che oggi appaiono i tre principali sfidanti: Bersani, Berlusconi e Monti. La proposta manda su tutte le furie Berlusconi che si affida a Paolo Bonaiuti, il suo portavoce. E nel mirino di Bonaiuti c’è il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi. «Al direttore generale della Rai, Gubitosi che si fa portavoce di Monti proponendo formalmente, attraverso il dottore Vespa un confronto a tre e si fa anche portavoce, in seconda istanza di Bersani, per un confronto non più a tre ma a sei rispondiamo: perchè Gubitosi non prende in considerazione anche la proposta più volte avanzata dal presidente Berlusconi per un faccia a faccia tra i due esponenti delle uniche coalizioni che hanno la possibilità di vincere queste elezioni?», chiede. Bonaiuti ricorda che il Cavaliere ha dimostrato come nessun altro di voler affrontare «qualunque trasmissione e qualunque avversario, anche il più ostico, raggiungendo sempre ascolti» ma non vuole balletti. Un attacco durissimo nei confronti del vertice Rai. Un attacco che potrebbe avere a che fare anche con le nomine di 12 vicedirettori dell’azienda all’ordine del giorno del Cda di mercoledì che il Pdl spera di bloccare. Berlusconi ne ha anche per Grillo e per Monti. «Monti è disperato perchè molto probabilmente non ragiungerà il 10% dei voti e quindi resterà fuori dal Parlamento». dice. Quanto a Grillo per Berlusconi «è un fenomeno da baraccone, non va in tv perchè la telecamera, ritraendolo da vicino, avrebbe scoperto la sua natura di cattivissimo». «Finiamola con questo balletto, cosa vuol dire confronto a due o a tre? Ogni giorno qualcuno se ne inventa una, io dico che se facciamo un confronto lo facciamo tutti quanti, non saprei cosa rispondere a Ingroia, Grillo o Giannino se mi chiedessero perché loro al confronto non ci sono», taglia corto Pier Luigi Bersani.