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Data: 19/02/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Inchiesta Mps pm cauti sul patto segreto tra Pd e Pdl

Spunta un documento con un accordo
tra Verdini e l’ex sindaco di Siena

ROMA - Adesso agli atti dell’inchiesta Mps c’è un patto segreto tra Pd e Pdl sulla gestione del “potere” a Siena e sulla banca. In calce al documento, datato 12 novembre 2008, non ci sono le firme, ma i nomi di Denis Verdini, allora coordinatore di Fi, e l'ex onorevole del Pd, Franco Ceccuzzi, futuro sindaco di Siena. Verdini garantisce che risolverà i problemi della Banca e della Fondazione e troverà dei candidati “deboli”. In cambio vuole suoi uomini nei cda, come Andra Pisaneschi, passato dal cda Mps alla presidenza di Antonveneta. I pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso avrebbero avuto il documento da Alberto Monaci, presidente del consiglio regionale toscano (Pd), sentito la scorsa settimana. E stanno lavorando per verificarne l’attendibilità. Ieri è stato pure convocato il segretario Pd toscano, Andrea Manciulli. Prima era toccato ad Angelo Pollina, ex uomo di Verdini. Intanto emergono dettagli dall’atto d’accusa del gip che ha disposto l’arresto per Gianluca Baldassarri, ex mente dell’area Finanza Mps: «Dall'esame degli atti - si legge - si può affermare che fino alla primavera scorsa le gestione realizzata dal management ha posto l'istituto in una condizione di precario equilibrio economico-finanziario ben percepito dall'autorità di vigilanza che ha eseguito frequenti ispezioni». Ma nell’ordinanza c’è anche la difesa di Baldassarri: l’attuale ad Fabrizio Viola, sapeva del contratto con Nomura.
IL PATTO SEGRETO
I pm stanno verificando l’attendibilità del documento «che le parti si impegnano a mantenere riservato» e lascia pochi margini ai dubbi: «Franco Ceccuzzi, in rappresentanza dell’area Pd, e l’onorevole Denis Verdini, in rappresentanza del Pdl - si legge - concordano, fin da ora, di mantenere in vista dei prossimi impegni politici ed elettorali e delle scadenze del 2009, un rapporto improntato sul reciproco rispetto, pur nella distinzione dei ruoli tra maggioranza e opposizione». Verdini «si impegna a garantire supporto e sostegno all’attuale maggioranza locale, garantendo tutti quei canali necessari a livello di governo nazionale per le problematiche relative alla banca e Fondazione. Obiettivo primario è quello di «mantenere i livelli di autonomia senza particolari ingerenze da parte delle autorità centrali». Il fedelissimo di Berlusconi elenca i settori di interesse e assicura per le amministrative 2009, di «cercare una candidatura del Pdl per la presidenza della provincia di Siena che non tenti di sconvolgere gli attuali equilibri e a presentare liste del Pdl nei comuni, dove è previsto il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali, rifuggendo qualsiasi accordo destabilizzante con liste civiche». Ceccuzzi, invece, «si impegna a riconoscere Verdini come unico interlocutore del Pdl e a garantire per le successive elezioni: aprile 2009 rinnovo del cda della banca, un consigliere di amministrazione. Ma Denis Verdini in serata si è fatto sentire: «Lo pseudo-documento - ha detto - circa un presunto accordo di non belligeranza tra Pdl e Pd che sarebbe stato sottoscritto da me e dal sindaco di Siena, è totalmente falso, inventato di sana pianta».
BANKITALIA
Dall’altra parte c’è il verbale di Baldassarri che davanti al gip ha sostenuto che Bankitalia era informata delle modalità di acquisto di Antonveneta e non aveva mai chiesto informazioni aggiuntive: «Il collegamento economico tra l’operazione Btp 2034 e la ristrutturazione di Alexandria è stato da me illustrato a Bankitalia e al dottor Viola nel gennaio/febbraio 2012. Prima della mia uscita da Monte dei Paschi avvenuta a fine febbraio 2012. Ho avuto tre riunioni con Viola e in una di queste mi chiese la ragione per cui erano stati acquistati 3 miliardi di Btp 2034. Gli spiegai che, rispetto alla ristrutturazione di Alexandria. Con il contratto di pronto contro termine noi abbiamo ricompensato Nomura per l’operazione Alexandria e quindi lui, a distanza di pochi giorni dal suo insediamento aveva colto il collegamento economico tra i due contratti e per questa ragione mi chiese espressamente spiegazioni al riguardo. Ritengo anche che il dottor Conti prima o dopo di me gli abbia spiegato il collegamento tra i due contratti».
CONTENA
A contraddire Baldassari è invece Gianni l’ex capo dell’area rischi Mps, Gianni Contena che ai pm ha detto: «Baldassarri, nel luglio 2009 mi diede una bozza del contratto tra Nomura e Bmps, dicendomi "questo contratto non esiste". Mi disse che erano coinvolti direttamete i vertici della banca che avevano seguito quell’operazione in prima persona».

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