«La mia nomina merito di Maroni»Appena incaricato, l’ex amministratore delegato si affannò
a recuperare i 12 milioni dati agli indiani per girarli ad altri
ROMA L’ipotesi è nero su bianco, nel documento dei carabinieri del Noe che tira le somme sulla maxitangente per l’appalto sui dodici elicotteri Agusta Westland che dovevano essere acquistati dal governo di Nuova Delhi. E potrebbe rivelare una serie di retroscena legati all’improvvisa ascesa di Giuseppe Orsi al vertice di Finmeccanica, prima come amministratore delegato e poi con il doppio incarico di presidente e Ad, nel marzo scorso, quando lo stesso Orsi si affannò a recuperare dodici milioni di euro dalla commissione pagata ai faccendieri indiani per utilizzarli per scopi personali. Che altro non erano, secondo gli investigatori della procura di Busto Arsizio, che il prezzo che il manager pagò alla Lega per averlo imposto su quella poltrona.
BLITZ NOTTURNO
A riferire le «stranezze» che accompagnarono la designazione di Orsi al vertice del colosso degli armamenti è stato Giuseppe Zampini, già ad della Ansaldo Energia di Genova e tra i papabili per la poltrona che poi fu assegnata a Orsi. Nell’informativa del Noe si sono le dichiarazioni dello stesso Zampini: «Negli incontri che ho avuto con Guarguaglini e con Borgogni mi dissero che eravamo io e Orsi i più titolati. Orsi era sostenuto dalla Lega, alla quale io peraltro non sono mai stato inviso. Dalla mia parte c’era tutto il resto dell’establishment politico, secondo Guarguaglini. Voglio essere più preciso. Guarguaglini mi aveva detto che Letta e Berlusconi erano per la mia nomina, Tremonti non era in disaccordo, solo la Lega spingeva per l’ingegner Orsi. Quella mattina, all’sms di cui ho riferito in precedenza, Guarguaglini mi ha risposto con una telefonata alle 08.30 circa. Guarguaglini – non so se lei lo conosce – è un uomo di poche parole. In quella telefonata è stato telegrafico. Mi disse: C’è stato un incontro ieri sera, non so cosa sia successo, è stato nominato Orsi». Siamo nelle primavera del 2011 e in quei mesi, ricostruisce il Noe, Giuseppe Orsi manifesta la necessità di ottenere la restituzione di dodici dei 41 milioni di commissioni pagati al faccendiere Guido Haschke e al suo collaboratore Christian Michel che si erano adoperati per truccare il l’appalto degli elicotteri indiani. Si legge nell’informativa: «Il periodo tra marzo e aprile 2011 della richiesta di Orsi ad Haschke di retrocedere, tramite Christian Michel, 12 milioni di euro, è coincidente con le ferventi trattative politiche per scegliere il sostituto di Guarguaglini. E, come detto, la Lega Nord e Roberto Maroni, all’epoca Ministro dell’Interno del governo Berlusconi, hanno avuto un ruolo decisivo soffiando all’ultimo giorno l’incarico a Zampini.
RINGRAZIAMENTI
«Sui rapporti tra Orsi ed esponenti della Lega Nord - prosegue il rapporto dei carabinieri del Noe - vi sono alcune telefonate intercettate sull’utenza in uso ad Orsi, che hanno consentito di accertare che lo stesso intrattenga rapporti di stretta amicizia e cointeressenza con numerosi politici appartenenti al partito politico delle Lega Nord». E in una, in particolare, «Orsi riconosce apertamente a Maroni il merito della nomina».
LA RETROCESSIONE
E’ Lorenzo Borgogni a spiegare, tra gli altri, il motivo della fretta con la quale Orsi voleva la restituzione dei dodici milioni: «Il teste Borgogni aveva dichiarato che nel corso di un incontro a Lugano, Orsi avrebbe chiesto ad Haschke 10-12 milioni di euro dei suoi 20 spettanti, che doveva aggiungere alla quota spettante a Christian Michel - che avrebbe provveduto poi a restituirli ad Orsi che necessitava di finanziare la Lega Nord che lo aveva appoggiato per la nomina ad amministratore di Finmeccanica. Operazione definita usualmente in economia come ”retrocessione”. Haschke non accettò la proposta». La circostanza è stata confermata da Zampini: «Haschke mi parlò di una retrocessione, nel senso che parte del compenso doveva essere ritornata ad Agusta. E fece anche un commento. Era particolarmente stupito perché questa richiesta veniva, manco a farlo apposta, un paio di giorni dopo la nomina di Orsi quale ad di Finmeccanica».
IL DEBITO
I carabinieri del Noe ricostruiscono anche la vicenda delle consulenze che Finmeccanica avrebbe dato alla ex moglie del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. Si tratta di un’iniziativa a titolo personale del manager Alessandro Pansa, che risale al 2007 e che gli inquirenti apprendono da Alberto Nagel e Maurizio Cereda, rispettivamente ad e vicedirettore di Mediobanca. Si legge nel rapporto: «I testi confermavano che nel 2007-2008, effettivamente, hanno ricevuto, da parte di Pansa Alessandro,persona nota per essere vicino al Ministro Grilli - una richiesta di aiuto per risanare i debiti della signora Lisa Lowenstland (ex moglie di Vittorio Grilli), per circa 400-500mila euro. Dopo attenta valutazione, i banchieri si rifiutarono di aderire alla richiesta del direttore finanziario Alessandro Pansa, che evidentemente, ha poi optato per le consulenze da parte di Finmeccanica o società del gruppo, come sostenuto poi da Orsi nell’intercettazione ambientale. Allo stato attuale e pubblicamente, tutti, compreso il Ministro Grilli, hanno negato, qualsiasi coinvolgimento nella vicenda».