MILANO Una piazza Duomo quasi piena, con il palco al centro e migliaia di persone arrivate per ascoltare lui. Dopo Torino, Beppe Grillo è approdato con il suo Tsunami Tour a Milano, portando in piazza decine di migliaia di persone (80 mila secondo gli organizzatori, 35mila secondo la questura). Un anti-comizio («è un sogno che stiamo condividendo, questo non è un comizio, è uno scambio di affetto che non c'è mai stato in Italia»), durante il quale Grillo si è scagliato contro tutti - dai partiti ai sindacati, passando per banchieri e manager pubblici - al grido di "arrendetevi, siete circondati!" E poi ha aggiunto rivolgendosi alla classe politica: «Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno, non avranno scampo. Arrendetevi e non vi faremo del male». Sul palco, per pochi minuti, è salito anche il premio Nobel Dario Fo che ha portato il suo saluto rivolgendosi al pubblico: «Mi sembra di esser tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra mondiale quando c'era tanta gente piena di gioia e con la speranza di cambiare. Tutti vogliono sapere che cosa è questa cosa straordinaria, non mollate per favore». E all'inizio della manifestazione, sul palco sono saliti anche i lavoratori dell'ospedale San Raffaele di Milano, infermieri e personale ospedaliero che a causa degli annunciati tagli rischiano di perdere il posto di lavoro. Un'ora e mezza di show in cui il comico genovese ha tirato fuori molti dei suoi cavalli di battaglia, dal politometro al posto del redditometro, all'attacco al Pd per la vicenda Mps («Bersani ha detto che non si è accorto di niente, ma come fa a governare uno che non si accorge del fallimento epocale di una banca?»). Parole dure anche per il Pdl sulla questione dei condannati in lista («anche il nano ha letto il nostro programma del M5S in tv e ha detto che bisogna fare politica per passione e non per soldi e che nel Pdl ci vogliono liste senza condannati. E allora chi si iscrive?»). Un attacco durissimo è stato rivolto poi da Grillo ai sindacati: «I grandi sindacati, Cgil, Cisl e Uil hanno le stesse responsabilità che hanno avuto i partiti nella disintegrazione del lavoro in questo paese». Ma il massimo delle energie, il comico le ha spese urlando a squarciagola contro gli scandali della politica emersi negli ultimi mesi: «Adesso è troppo tardi, non hanno più anticorpi. Ci hanno sottovalutati e ora devono arrendersi e andarsene. Devono arrendersi con le mani in alto e non gli faremo del male, li proteggeremo, chi ha rubato i soldi li deve ridare e poi faranno dei lavori socialmente utili». Oltre alle critiche a 360 gradi, Grillo ha ringraziato la folla dei presenti («è meraviglioso, mi aspettavo tanta gente ma non tutta questa gente») e ha lanciato anche delle proposte: «Giro per il paese e tutti mi chiedono del lavoro. La prima cosa da fare è quella del reddito di cittadinanza garantito per chi è rimasto disoccupato». Poi ha parlato del movimento, presentando alcuni dei candidati al Parlamento e Silvana Carcano che corre per i 5 stelle alla presidenza della regione Lombardia. La quale ha dato una risposta indiretta alle parole di Ambrosoli che lunedì aveva chiesto agli elettori grillini il voto disgiunto: «L'unico voto utile è per il Movimento 5 Stelle. Per me non c'è nessuna differenza tra il centrodestra e il centrosinistra. Chi ha governato ha potuto fare quello che voleva perché non è stata fatta opposizione, forse perché c'era una convergenza di interessi». Nella mattinata Bersani aveva anche fatto una mezza apertura nei confronti dei grillini: «A Grillo dico che non si vince sulle macerie, sulle macerie sta bene solo chi ha i soldi. Se in Parlamento ci saranno i grillini ci sarà da fare uno scouting per capire se intendono essere eterodiretti o partecipare senza vincoli di mandato. Non è campagna acquisti ma li testeremo sui fatti». Un'ulteriore apertura è arrivata anche da Ambrosoli in serata: «Il Movimento 5 Stelle esprime un disagio comprensibile, bisogna ascoltare le loro proposte e alcune noi le abbiamo inserite nel programma».