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Pescara, 22/03/2026
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20/02/2013
Il Messaggero
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Da Celentano un inno per Grillo. L’ex comico riempie anche piazza Duomo a Milano sul palco pure Dario Fo: politici, siete circondati, arrendetevi |
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ROMA Dopo l’ex comico, ecco il ragazzo della via Gluck. Beppe Grillo ha calato sul tavolo della campagna elettorale il suo asso. Il più anarchico e imprevedibile dei cantautori italiani, noto anche per i suoi sermoni: Celentano. Non salirà sul palco, non ci sarà fisicamente in piazza San Giovanni. Ma ci sarà virtualmente con la sua canzone, un invito a votare per il Movimento 5Stelle. Testo e musica del molleggiato nazionale. Una colonna sonora inedita che suona da endorsement per i grillini (postata sul blog www.ilmondodiadriano.it). L’arruolamento di Adriano è arrivato mentre Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe, chiamava a raccolta il suo popolo in piazza Duomo, a Milano. E mentre i 5Stelle si preparano a chiudere lo tsnmami tour con il Boom day di venerdì prossimo a Roma. IL REFRAIN Il ritornello «se non voti del male, se non voti non cambia niente» è un canto anti-astensionista, che sembra composto per convincere gli indecisi. Area dove i grillini vogliono pescare fino all’ultimo secondo utile giocando sull’effetto asimmetrico della rabbia e della protesta. Un altro passaggio del brano sembra evocare il Cavaliere...«loro promettono solo bugie / ormai la politica è come lo sport / facciamo il tifo per chi ci tradisce». Il moleggiato si è esibito sui temi che gli sono più cari, l’ambientalismo ma anche il femminicidio: «Sono più di cento in un anno le donne che muoiono assassinate / da quei mariti e padri pazzi di gelosia / merde senza un filo di dignità». E ancora: «Poi c'è anche il Molise che stanno uccidendo / bombardato come un groviera da quei fantasmi eolici che muovono il vento / se ne va un altro pezzo di Italia/ è la fine dei paesaggi / ma pare che ancora non basterà per distruggerla del tutto / il tanto ambito federalismo altre eliche sulle pale farà girar». C’è da giurare che diventerà presto il nuovo inno grillino prendendo il posto di quello (non ufficiale) «L’urlo della rete» di Leonardo Metalli. Tra una strofa e l’altra Celentano ci mette dentro un sermoncino; si va dalle dimissioni del Papa, alle navi da crociera che devastano la Laguna di Venezia. L’EX COMICO E IL NOBEL Catastrofista? Non solo. Celentano vede una «nuova onda». E il pensiero corre subito allo tsunami-tour che ieri ha riempito piazza Duomo. In attesa del cantante, l’ex showman ha arruolato ormai in pianta stabile il Nobel Dario Fo, ieri sul palco con tanto di colbacco per difendersi dal freddo e dalle domande («Io al Quirinale? Solo una boutade di Grillo»). A riscaldare l’atmosfera ci ha pensato Beppe. Rivolto ai politici: «Il mio grido è arrendetevi e vi prometto che non useremo nessuna violenza su di voi, come i malati di mente vi manderemo a fare i lavori socialmente utili, dovete andarvene finché siete in tempo», «siamo la terza, no la seconda, anzi la prima forza politica del Paese». TRENO 703 Grillo zampetta sul palco. Si tiene in forma per il gran finale di venerdì piazza San Giovanni. Viaggerà con i pendolari sul treno 703 in partenza da Viterbo alle 6.35 del mattino. E incassa, dopo quello del molleggiato, anche il sostegno di Gianfranco Pasquino, ex senatore indipendente del Pd-Ds che lo definisce «l’unico vero spirito riformista messo in campo da queste elezioni». L’impegno di Celentano, però, finisce qui, chiarisce Claudia Mori: a San Giovanni non ci sarà.
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