Il processo sulla mancata realizzazione della strada provinciale mare-monti, che avrebbe dovuto collegare Penne con la costa, resterà a Pescara. Il gup Sarandrea ha infatti rigettato le eccezioni di incompetenza territoriale avanzate dal collegio difensivo che voleva spostare il processo a Roma e L’Aquila, eccezion fatta per due dei tredici imputati: il funzionario Anas Roberto Lucetti e il consulente Paolo Cuccioletta, stralciati con destinazione L’Aquila e Roma. Tutti gli altri verranno giudicati a Pescara se il giudice aderirà in pieno alle richieste formulate ieri mattina dal Pm Gennaro Varone: tutti a processo per reati che, a vario titolo, vanno dalla corruzione alla truffa aggravata, dalla concussione al falso ideologico con l’aggiunta dei reati ambientali che stanno comunque per cadere in prescrizione. Parte del tracciato già realizzato avrebbe avuto impatto sulla riserva naturale del lago di Penne.
Tra gli imputati, in prima linea i vertici del gruppo Toto con Carlo, Alfonso e Paolo che sono in compagnia di Luciano D’Alfonso, coinvolto come ex presidente della Provincia e reduce dall’assoluzione nel processo per le presunte tangenti per i grandi appalti al Comune di Pescara. Secondo l’accusa, anche in questa vicenda D’Alfonso avrebbe favorito il gruppo Toto per la realizzazione di quella che è stata ribattezzata la strada fantasma in quanto mai realizzata: un appalto di 32 miliardi di lire in valori dell’epoca.
Tra gli altri nomi eccellenti c’è anche l’ingegnere Carlo Strassil, coinvolto nelle indagini sulla cosiddetta cricca della Protezione civile e sulla ricostruzione post terremoto, attorno al quale ruoterebbe la presunta truffa miliardaria in quanto, stando all’accusa, avrebbe stravolto l’appalto per renderlo vantaggioso per la Toto. La procura sostiene inoltre che la Toto avrebbe provveduto alla completa fornitura di tutti i documenti tecnici, contabili ed economici, che sarebbero stati sottoposti «all’acritica sottoscrizione» del commissario Valeria Olivieri e del responsabile del procedimento, Fabio De Santis, ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, finito nell’inchiesta sugli appalti del G8, entrambi imputati. Chiudono l’elenco dei personaggi che rischiano il processo, il dirigente Anas Michele Minenna, l’incaricato della Provincia, Angelo Di Ninni, il membro del cda della Toto, Cesare Ramadori, e il direttore del lavoro, Paolo Lalli. Le parti civili costituite sono la Provincia e i Comuni di Penne e Farindola. La decisione il 28 marzo prossimo.