Viaggiatore avvisato mezzo salvato. Devono aver pensato ad un "avviso preventivo" i vertici di Trenitalia Campania che da qualche giorno diffondono in filodiffusione nelle stazioni di Salerno e provincia, un messaggio per niente rassicurante. Da aprile ci saranno nuovi tagli al trasporto pubblico locale su rotaie, il che si tradurrà in una riduzione del servizio. Sempre a discapito degli utenti e soprattutto dei pendolari che utilizzano il treno per spostarsi per motivi di studio o di lavoro. Al centro del contendere c'è ancora il contratto di servizio stipulato ormai circa sei anni fa tra Regione e Ferrovie dello Stato, in scadenza a fine anno. Da Palazzo Santa Lucia sta per arrivare una riduzione dei fondi, figlia del taglio nazionale al fondo per il trasporto pubblico locale, che si ripercuoterà sull'orario estivo. Top secret, almeno per il momento le aree toccate da questa nuova sforbiciata. La Regione non ha ancora comunicato le linee e le tratte oggetto dei tagli a Trenitalia, che, in questa situazione, svolge il mero compito di erogatore di un servizio, le cui direttive provengono dagli uffici regionali. Le decisioni, insomma, sono prese tutte a Napoli, di solito sulla base dei volumi di traffico delle diverse linee. Al momento, neanche le sigle sindacali hanno ricevuto comunicazione ufficiale da parte della Regione. La sensazione è che il tutto verrà rimandato alle prossime settimane, magari dopo le elezioni. In pratica la "tregua" tra le Ferrovie dello Stato e la Regione è durata solo quattro mesi. A dicembre scorso, infatti, i tanto temuti tagli - non solo in Campania - furono scongiurati dallo sblocco di un miliardo e mezzo di euro per consentire a tutte le regioni italiane di coprire economicamente i contratti con la società Trenitalia. Alla Campania spettarono circa 166 milioni di euro. Ma a ogni cambio orario (da aprile entra in vigore quello estivo), il problema si ripropone e al contempo si vanno a rafforzare le ipotesi che vogliono palazzo S. Lucia intenzionata a rivedere drasticamente il contratto di servizio con il vettore ferroviario, in sede di rinnovo. Il Salernitano, già penalizzato in passato da altre decisioni simili, rischia di vedersi ulteriormente ridurre il traffico sulle linee della provincia, con gravi conseguenze per gli utenti. L'ultima levata di scudi risale al settembre scorso, quando si arrivò alla soppressione di undici treni e la riduzione di altre dodici tratte, oltre all'attestamento a Sapri di alcuni treni che arrivavano in Calabria. A farne le spese furono tre convogli sulla Benevento-Salerno, due sulla Salerno-Benevento, uno sulla Avellino-Salerno, due tra Salerno-Torre Annunziata e Torre Annunziata-Salerno, due da Paola a Sapri e uno in senso inverso.