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Data: 21/02/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Renzi e Bersani a Palermo «A noi le regioni contese»

Il segretario democratico propone l’abolizione del ticket sulle viste specialistiche. Il sindaco: «Le promesse del Pdl sono rimaste nel cassetto di Porta a Porta»

ROMA Abolire il ticket sulle visite specialistiche, tagliando drasticamente sulle consulenze. È la proposta con la quale Pier Luigi Bersani incassa il sì della Cigil che sottolinea la positività di una misura che ridarebbe «una boccata d’ossigeno agli anziani e a tutte quelle persone che oggi sono costrette a rinunciare alle cure perchè non possono più permettersele». A tre giorni dal voto Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani battono a tappeto le regioni che potrebbero dare la vittoria al centrosinistra e cercano di galvanizzare gli elettori. E dopo Milano fanno tappa a Palermo. «La Sicilia è decisiva per l’intero Paese, qui il vostro voto vale doppio per quel sistema elettorale creato dal filosofo Calderoli che poi ha detto di avere fatto una porcata», avverte Renzi. «Vi sorpasseremo in Sicilia e Lombardia e daremo un governo stabile al Paese», assicura il rottamatore che non crede affatto alla favola della rimonta della destra che Berlusconi continua a raccontare agli italiani. Nella regione dove 12 anni fa il Pdl realizzò il cappotto elettorale, il sindaco chiede ai cittadini cosa ha fatto il governo di Pdl-Lega in questa regione. «Che fine hanno fatto le promesse? Sono rimaste nei cassetti di Porta a Porta o sono state realizzate?» chiede convinto che il Cavaliere dopo la promessa di cancellare l’Imu fra poco sarà «in autostrada a vendere pentole». L’ex sfidante di Bersani rivendica con orgoglio la spinta che le primarie hanno dato al centrosinistra e riconosce al segretario del Pd il coraggio di aver accettato la gara senza la quale la coalizione sarebbe arrivata alle elezioni «senza fiato». Rivendica, con una frecciata implicita a Mario Monti, di aver rinunciato a fare una sua lista elettorale che avrebbe potuto garantirgli 100 parlamentari perchè, spiega, «avrei perso la faccia e di faccia io ne ho una sola». «Ora serve lo sforzo di tutti perchè la partita si gioca sul filo dei voti: se avessi un amico o un parente in Lombardia o in Veneto io una telefonata gliela farei». Renzi ne ha anche per Grillo. «Alla politica dei vaffa rispondiamo con la gentilezza, alla politica del son tutti uguali bisogna rispondere con quella della responsabilità: i grillini sono arrabbiati ma non realizzeranno le loro proposte perchè la politica delle proteste non va da nessuna parte», avverte. Renzi rilancia da Palermo uno dei suoi cavalli di battaglia: il diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia. «Mario Balotelli può diventare un simbolo nostro» dice citando l’ultimo acquisto del Milan. «O vinciamo noi o vinciamo noi: deve trionfare l’Italia giusta che si basa su onestà, lavoro, regole, nessuno si salva da solo», ribadisce dal palco Bersani. Il segretario del Pd ammette di sentire intorno al centrosinistra «un’aria buona» ma non sottovaluta la capacità di rimonta del centrodestra. «Berlusconi non sta dormendo e si sta dando da fare, anche troppo», dice a chi gli chiede come andrà il voto in Sicilie, Lombardia e Veneto. «Cosa cancelli e cancelli, ci hai fatto fare manovre da 90 miliardi in due anni» dice rivolto direttamente a Berlusconi al quale rinfaccia di aver raccontato al Paese che «tutto andava bene mentre si occupavano di Ruby». Anche Bersani però ieri ha calato un asso, promettendo l’abolizione dei ticket. «La sanità pubblica spende ogni anno 790 milioni di euro in consulenze, la maggior parte delle quali sono inutili mentre i cittadini spendono 834 milioni di euro di tasca loro per pagare ticket sulle visite specialiste», fa i conti il segretario. Per Bersani tagliando le consulenze si può abolire «una delle tasse più odiose perchè ricade su chi è più malato». Dal palco di Palermo rilancia anche la deroga al patto di stabilità per le piccole opere dei comuni. E torna ad aprire ai grillini. «Io non ce l’ho con le piazze di Grillo, ce l’ho con Grillo perchè si rifiuta di rispondere alle domande, perchè vuole governare dal tabernacolo della rete e perchè vuole togliere la democrazia», spiega. Oggi Bersani e Renzi saranno a Napoli dove la giunta De Magistris, con sospetto tempismo come segnala Dagospia, ha anticpato il blocco del traffico dalle 15 alle 20.

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