Dati confortanti una ditta su tre viene dall’area comunale
Uscirà di certo rassicurato il sindaco Massimo Cialente dalla lettura del report sulle macerie basato sul sistema Open Data che rileva su Internet, in tempo reale, il quadro della situazione. In occasione della visita in città del ministro per l’Ambiente Corrado Clini, infatti, il primo cittadino aveva lanciato l’allarme «scippo», temendo che quella che a tutti gli effetti può essere considerata una risorsa (da impiegare nella ricostruzione o per sanare cave dismesse) finisse in realtà molto lontano dalla città. E che ciò potesse causare spreco di denaro pubblico per pagare il trasporto. Invece il quadro è quantomeno rassicurante: gran parte del processo, in termini di aziende al lavoro e di punti di conferimento delle macerie, è in mano agli abruzzesi.
LE QUANTITÀ
Dal 2009 ad oggi sono state rimosse, complessivamente, quasi 700 mila tonnellate di macerie. Di queste 425.686 pubbliche e 273.123 private. Con una notevole accelerazione proprio nel 2012, sotto la gestione del soggetto attuatore Giuseppe Romano: l’anno scorso, infatti, si è arrivati a 217.346 tonnellate. Fino ad oggi, nel 2013, la cifra è di 55.777.
I CANTIERI E I SITI
Ovviamente la maggior parte dei cantieri da cui si stanno rimuovendo le macerie è sul territorio dell’Aquila. Il numero totale si attesta a 1.830, per una percentuale che sfiora il 97%. Per il resto ci sono 41 cantieri nel Teramano (2,17%), 18 nel Pescarese (0,95%), 1 nel Reatino (0,05%). Per quanto riguarda i punti di conferimento della macerie, ovvero i luoghi dove vengono trasportate, il territorio comprende l’Abruzzo e le regioni immediatamente confinanti: Umbria, Marche e Lazio. In provincia dell’Aquila i punti sono 41, 20 a Teramo, 8 ad Ascoli Piceno, 4 a Macerata, 10 a Chieti, 3 a Rieti e Pescara, 1 a Terni, per un totale di 91. In termini di tonnellate conferite, però, L’Aquila fa la parte del leone con il 71% del totale.
LE AZIENDE
L’altro dato interessante riguarda le aziende. Ne sono state censite 344, di cui 170 attive. Dall’Abruzzo ne provengono ben 298 (86,6%), dal Lazio 17 (4,9%), dall’Umbria 10 (2,91%) e poi 6 dalle Marche, 6 dalla Campania, 3 dall’Emilia Romagna, 1 a testa da Lombardia, Molise, Sicilia e Toscana. Il 32% del totale arriva dal comune dell’Aquila. In generale il 63,08% dalla nostra provincia e il 36,9 da fuori.