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Data: 22/02/2013
Testata giornalistica: La Nazione
Umbria Mobilità, il presidente sferza i soci. «Se non versano le quote, qui salta tutto». E da Roma arrivano 3 milioni al mese

IL PRESIDENTE di Umbria Mobilità, Lucio Caporizzi (nel tondo), alza la voce. Dopo aver annunciato che l'aumento del costo del biglietto per i treni e gli autobus da settembre «sarà inevitabile», ieri ha sferzato i soci dell'azienda del trasporto pubblico, chiedendo loro di versare il contributo promesso per l'aumento del capitale sociale: «La Regione è l'unica che ha sottoscritto e versato le quote di sua competenza, contribuendo con ulteriori risorse aggiuntive che hanno consentito di superare il 2012. Se gli altri soci non faranno altrettanto si rischia di non riuscire a recuperare la situazione». Il presidente è stato ascoltato ieri a Palazzo Cesaroni, durante un'audizione del Comitato di vigilanza e di controllo. Stavolta non ha fatto cenno all'aumento del costo dei biglietti, anzi ha pure precisato che a decidere eventuali incrementi saranno i soci e non Umbria Mobilità di cui lui comunque è presidente e designato da Regione, Province e Comuni. Ma il dado ormai è tratto. CAPORIZZI ha spiegato come avverrà il piano di recupero dei crediti nei confronti di «Roma Tpl», la società della Regione Lazio e del Comune di Roma, nei confronti della quale Umbria Mobilità ha un credito complessivo di circa 60 milioni di euro. «Sono stati sottoscritti accordi e una piccola parte dei soldi è già rientrata - ha detto Caporizzi - Contiamo di poter concordare un rientro di 500 mila euro al mese, più 2.5 milioni di euro ogni trimestre. Contestualmente il servizio verrà gradualmente dismesso». Le altre mosse ormai sono note: «Deve essere rivisto il contratto di servizio - ha spiegato - con un riallineamento che verrà definito dai soci, sostanzialmente aumentando il corrispettivo euro/chilometro o riducendo i chilometri. Andrà ampliata la compagine individuando un socio esterno attraverso una gara. L'ingresso di finanza aggiuntiva è necessario per gestire una situazione debitoria al limite, con 30 milioni di debiti verso i fornitori».

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