«Un piano di mobilità sostenibile che integri il trasporto urbano, ferroviario, marittimo e aereo. In questa maniera forse risolveremo tante situazioni». Così Stefano Fassina, responsabile nazionale Economia e Lavoro del Pd, ha indicato il percorso da seguire nel tentativo di risolvere anche la spinosa vertenza Irisbus, rivolgendosi ieri sera alla platea presente presso il ristorante «Portobello» di Flumeri. Un impegno serio, circostanziato, in caso di vittoria del Pd, «ma non voglio illudere nessuno: quest'operazione, ovviamente, non può essere effettuata in cento giorni, ma richiederà una programmazione adeguata che non tralasci alcun aspetto». Il piano trasporti necessita di risorse, «per trovarle c'è bisogno assoluto di rimettere in moto l'economia reale, partendo dal basso. Ci impegneremo affinché gli enti territoriali abbiano le risorse necessarie ad acquistare nuovi mezzi». Il riferimento, da Fassina, economista, è anche quello legato alle questioni Menarini, Ansaldo Breda, Fincantieri. Consapevole della delicatezza della vertenza locale, ed avendo colto anche l'umore dei cassintegrati, il rappresentante nazionale dei democratici ribadisce che il Pd lavorerà «non per dare assistenza alle persone, ma per dare lavoro». E convinto della validità della sua proposta, che poggia il fondamento sull'automotive, spiega che in questa maniera «sarà la Fiat a cercare e intercettare il nostro piano trasporti, vitale per la Irisbus». Prima del suo intervento hanno preso anche la parola Tonino Abruzzese, ex operaio Irisbus («Il più grosso rammarico, oltre ad aver firmato per la chiusura dello stabilimento, è che non abbiamo occupato quella fabbrica, costringendo Fiat a liberarla»), e Dario Meninno. «Noi abbiamo avuto il merito di aver tenuto sempre alta l'attenzione su questa vicenda, ora - ha ammonito l'rsu rivolgendosi a Fassina - spetta a voi dimostrare di avere polso e costringere Fiat al tavolo delle trattative». La risposta: «Non si possono risolvere i problemi, semplicemente delegando chi si appresta a governare». In chiusura, il responsabile del centrosinistra, riflettendo sulla contingenza nazionale ha spiegato che «questa campagna elettorale è singolare in quanto non solo bisogna combattere contro un nemico che si chiama sfiducia della politica, ma si assiste a un partito (il Pd, ndr) che lotta per andare a governare con gli altri che si impegnano esclusivamente ad impedire che questo avvenga». Un invito a votare Pd l'ha rivolto anche la candidata Valentina Paris: «Mentre c'è un partito che va tra la gente ad intercettare le esigenze comuni, ci sono altri che si affidano banalmente a slogan e promesse». Al tavolo presenti anche il vice segretario Pd Francesco Todisco, la rappresentante locale Marisa Di Ceciclia e Generoso Bruno. Il sindaco di Flumeri, Angelo Lanza, ha rivolto un saluto agli ospiti. Intervenuti anche il rappresentante dell'indotto, Carmine Loffredo («Esistono altri imprenditori in grado di garantire continuità produttiva») e il neo presidente del consorzio Bsi, Enzo Bianco.