VITERBO Per profanare meglio l’altare laico della sinistra, una mano la daranno anche gli «Angeli grillini». E cioè una versione light ed ecosostenibile dei katanga delle manifestazioni del Movimento studentesco. Saranno loro, i cherubini del M5S, a vigilare sul servizio d’ordine di oggi pomeriggio a piazza San Giovanni, per la chiusura della campagna elettorale di Beppe Grillo. Sempre loro - disseminati nelle stazioni di metro e treni - faranno da ciceroni al popolo dei Cinque Stellati diretti nell’ex piazza rossa. Per il #saraunpiacereday (così si chiamerà l’orgia grillesca su Twitter) sono attesi duecento pullman da tutta Italia. Obiettivo: «Un milione di persone».
SUL PALCO
Il gran finale dello Tsunami tour è atteso a partire dalle 18 per dare la possibilità a tutti di raggiungere piazza San Giovanni. Lui, il Capo politico parlerà in fascia telegiornali: l’ultimo sberleffo alle televisioni, costringendo tutti i tiggì a rincorrerlo un’altra volta. Comizio rigorosamente «anti», visto che di programmi il M5S ne ha messi nero su bianco ben pochi e quei pochi (tipo mille euro al mese per tutti) decisamente non realistici. Prima saliranno sul palco band d’area; l’apertura dello show è consegnata alla nuova colonna sonora del M5S: «Se non voti ti fai male», di Adriano Celentano. Una sorte di nuova Internazionale grillina. Ma ci sarà anche il Molleggiato all’ombra della basilica? Dal suo clan dicono di no, ma chissà. In forse anche la presenza di Dario Fo, premio Nobel passato con armi e bagagli sotto l’ala di Beppe. In compenso, non mancheranno i colonnelli del M5S: Federico Pizzarrotti, sindaco di Parma, Giancarlo Cancelleri, capogruppo M5S nell’assemblea siciliana, Vito Crimi dalla Lombardia, Davide Bono dal Piemonte. Potrebbero spuntare anche i capelli frisé di Gianroberto Casaleggio, il guru del guru, la mente digitale ed economica di questa creatura nata a colpi di Vaffa-day e ora così centrale nel dibattito politico, al punto di chiudere la campagna elettorale proprio qui, nella piazza che fu di Togliatti e di Berlinguer (e dei loro funerali), ma anche dei sindacati e del concertone del 1°Maggio.
IL CONDONO TOMBALE
Lui non ha risposto, sul web però si sono divisi ed è nato il solito polverone con le curve in guerra. Il fatto di ieri è questo: Grillo tra il 2002 e il ’03 avrebbe usufruito di un doppio condono tombale. O meglio non lui, ma suo fratello Luigi, amministratore unico della società immobiliare Gestimar, di cui l’ex comico possiede il 99% delle azioni. Un presunto slalom con il fisco, lo stesso strumento che ora attacca dal palco. Così come chi lo introdusse: Silvio Berlusconi.
GLI ULTIMI MISSILI
Quella di ieri è stata l’ultima fatica, la vigilia del grande evento. Prima da Rieti e poi da Viterbo - sempre con un pienone di pubblico ad ascoltarlo - il non candidato premier ha dato fuoco alle polveri. Subito con un vaticinio: «Se non vinciamo adesso, tanto tra sei mesi si ritorna a votare». Poi con un fuorionda un po’ ieratico: «Se Gesù si è sacrificato per noi è per i nostri peccati, se non fossimo peccatori non l'avrebbe fatto». Ad Antonio Ingroia è stata predetta una «Scilipotizzazione futura appena entrerà in Parlamento»; a Pierluigi Bersani, pronto a fare da scouting alle colombe del M5S, è arrivato il seguente invito: «Gargamella, il segretario del Pd ha detto che vuole fare scouting? Faremo noi un test a lui, sui loro conti correnti, su Penati, sul Montepaschi».