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Pescara, 22/03/2026
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22/02/2013
Il Messaggero
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«Pirellone, firme false per Albertini». La procura di Cremona ha aperto un fascicolo. Il candidato montiano: «Sbigottito, saremo inflessibili» |
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MILANO Agli addetti dell’ufficio elettorale del comune di Cremona è bastata un’occhiata per capire che quelle firme erano false. «Sono state copiate in modo talmente maldestro e grossolano da apparire quasi ridicole», raccontano in procura. E’ stata sufficiente una semplice verifica e il castello è crollato: oltre trenta nomi riportati sulle liste dell’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, in corsa per le regionali in Lombardia, sono stati falsificati. Copiati di sana pianta dalla lista «Scelta civica» di Mari Monti. Sul caso i magistrati cremonesi hanno aperto un’inchiesta e formalizzato un’iscrizione al registro degli indagati. Albertini cade dalle nuvole ma promette rigore: «Sono sbigottito. Qualora dovessero ravvisarsi responsabilità, saremo inflessibili». ELENCHI SEQUESTRATI A essere indagato, per ora, è soltanto il certificatore delle liste accusato di falso in atto pubblico. Ma il fascicolo è appena stato aperto, la denuncia risale a dieci giorni fa, e secondo gli investigatori c’è ancora molto da scoprire. In primo luogo il numero reale delle firme taroccate. «Ci siamo limitati a verificare quelle segnalate dall’ufficio elettorale. Sull’esatta entità però non abbiamo ancora cifre definitive», affermano gli inquirenti. Sul tavolo dei pm c’è un dettagliato rapporto della Digos da cui emergono doppie adesioni alle liste. In pratica, chi ha dato il sostegno a Monti ha ritrovato a sua insaputa il proprio nome anche nella lista Albertini. I magistrati hanno posto sotto sequestro cinque elenchi, almeno trenta firme sono risultate fasulle e riconosciute come tali dai diretti interessati convocati nei giorni scorsi in procura. E alla vigilia delle elezioni il lavoro dei pm continua, probabilmente con il supporto di periti calligrafici. «Presto ci saranno altri indagati», anticipano fonti investigative. Nel frattempo Roberto Vitali, candidato di Cremona per il consiglio regionale con il movimento «Lombardia civica» di Albertini, prova a spiegare il brutto pasticcio. Proprio lui ha provveduto all’autenticazione delle firme, «le ho raccolte e notificate una a una: non ho idea di come sia potuto accadere». Sicuramente, aggiunge, «se il magistrato si è attivato degli errori sono stati fatti». Che tipo di sbagli? «Da parte mia ci può essere stata leggerezza nell’autentificazione - precisa - Ora sono in difficoltà, essendo candidato e avendo vidimato personalmente le firme. Se ci deve essere un indagato quello non posso essere che io. Non ho dubbi. La lista non è stata esclusa ma, ripeto, se c’è errore è solo colpa e responsabilità mia. C’erano due fogli, due elenchi, uno per Monti e uno per Albertini, uno vicino all’altro e non voglio imputare a qualche volontario errori che, se ci sono stati, debbono essere solo attribuiti a me». ZEROCOMPROMESSI Gabriele Albertini, dal canto suo, annuncia inflessibilità. «La vicenda - puntualizza in una nota - riguarderebbe irregolarità per trenta firme su un totale di 641 raccolte nella provincia di Cremona, dove sono richieste minimo 500 firme». Una volta di più, prosegue, «esprimo tutta la mia fiducia sugli accertamenti che Digos e magistratura stanno compiendo. Mai come in questo momento lo slogan della mia campagna ”zerocompromessi” deve rispondere alla domanda di serietà che i cittadini richiedono. Lo abbiamo promesso agli elettori. Lo abbiamo chiesto ai candidati che hanno sottoscritto un codice etico e a chiunque ha deciso di sostenere il nostro cammino. Non transigerò in nulla da quest’impegno». Per l’avversario nella corsa al Pirellone, il leghista Roberto Maroni, l’inciampo dell’ex sindaco è come una palla alzata pronta da schiacciare. «Prima Giannino, poi Albertini, non resta che votare per me - è l’appello elettorale - La cosa non mi rallegra, anzi mi rattrista. Anche perché Albertini è uno che non perde occasione per polemizzare con me proprio sui temi dell’onestà e della correttezza». TANGENTOPOLI E mentre scoppia il caso firme, la Corte di Conti regionale lancia l’allarme corruzione nella pubblica amministrazione. A livelli addirittura superiori rispetto a Tangentopoli. «Nel corso del 2012 l’azione della procura ha riscontrato una serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi», denuncia il procuratore Antonio Caruso nella relazione di apertura dell’anno giudiziario. «La piaga della corruzione, ben più grave rispetto a vent’anni fa, si è ormai annidata nel profondo del tessuto sociale e costituisce un’intollerabile distorsione del sistema».
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