ROMA Silvio Berlusconi che, ammalato vero o presunto che sia, consulta freneticamente nel suo quartier generale i sondaggi che, fino all’altro ieri, gli ha sfornato la sua sondaggista di fiducia, Alessandra Ghisleri, e che continuano a farlo “sperare”. Pier Luigi Bersani che esce dal bagno di folla del teatro romano dell’Ambra Jovinelli e allarga un sorriso quando i suoi uomini di fiducia gli snocciolano le ultime rilevazioni riservate e si convince di essere più vicino alla vittoria. Mario Monti e la sua stretta cerchia di consiglieri che, da Firenze, corrucciano il volto mentre, dopo una campagna elettorale durissima, gli arrivano notizie non confortanti. Beppe Grillo che, ovviamente, gonfia il petto, consapevole di un successo che da “notevole” si sta per trasformare in “impetuoso” e “imponente”. E, infine, l’ex pubblico ministero Antonio Ingroia che si gratta la barba perché non sa se riuscirà a superare lo sbarramento del 4%. Questi, pare, sarebbero i sentimenti che albergano nei cuori dei maggiori leader in campo. Come è noto, i sondaggi sono vietati, pena multe salate a chi li pubblica. E tuttavia leader e partiti politici, alla vigilia di una delle tornate elettorali più incerte degli ultimi decenni, vogliono sapere. Gli staff interrogano esperti e sondaggisti, calcolano e analizzano le minime variazioni percentuali.
LA RETE
Il sondaggio “segreto”, però, corre lo stesso sul filo. Della Rete, più che del telefono. I siti Internet più compulsati da stati maggiori e staff di partiti e leader sono due. Il sito Notapolitica.it che camuffa i sondaggi sotto forma di corse di cavalli. L’ultima e più aggiornata “corsa”, quella denominata “Ippodromo di San Nicola (Chambre)” vede vincere, nettamente, la scuderia “Bien Comun” che stacca e di parecchie lunghezze il competitor “Varenne”, mentre “Ipson de la Boccon” arranca, surclassato da “Igor Brick” che galoppa in modo impetuoso. Un altro sito, con relativi loghi su Twitter e Facebook, Youtrend.it, nasconde invece i sondaggi sotto l’originale (e attualissimo) gioco del Conclave, ma divide i papabili per regioni d’elezione. Ed ecco che, in Lombardia come in Sicilia, per non dire del Veneto, sarebbe «l’inaffondabile cardinale di Monza e Brianza» a mantenere la testa, anche se per pochissimo, mentre «il bonario cardinale di Piacenza» sarebbe davanti in tutte le restanti regioni. Giochi, si dirà, ma che fanno tremare alcuni politici e sperare altri. In ogni caso, come da tradizione, notizie riservate riguardanti il risultato finale delle elezioni gireranno, in rete e non solo, fino alle 15 di lunedì, ora in cui si chiuderanno le urne e cominceranno le prime proiezioni.
LA PARTITA DEL SENATO
I pochi numeri certi risultanti dalla media ponderata dei dati che, incrociati e sotterranei, dicono che: 1) il centrosinistra vincerà alla Camera conquistando il premio di maggioranza; il M5S avrà un risultato eccezionale, soprattutto alla Camera, dove invece la coalizione che fa capo a Monti è in affanno; 2) al Senato il centrosinistra potrebbe sfiorare la maggioranza assoluta (158 senatori) solo assicurandosi o la Lombardia, ma perdendo Sicilia e Veneto, vincendo solo in Sicilia e Veneto, o con una strana combinazione a tre: vittoria in Lombardia, sconfitta in Veneto, M5S che espugna la Sicilia. Vento che, nelle ultime ore, ha preso quota.