ROMA L’ex pm Antonio Ingroia ha chiuso la campagna elettorale di Rivoluzione civile con un comizio al Gran Teatro di Saxa Rubra a Roma. «È stata una campagna elettorale nella quale chi ha cercato di portare i contenuti, di portare una politica diversa come noi, è stato praticamente censurato dagli organi di informazione», ha polemizzato Ingroia. Che poi ha aggiunto: «Tre attentati alla democrazia e alla libertà personale nell’arco di una campagna elettorale che rimarrà impressa nella storia del Paese per i toni violenti. L'aggressione dei Casa Pound al candidato di RC alla regione Lazio, Sandro Ruotolo; la lettera a me indirizzata con insulti e minacce di morte, e quella giunta alla sede di Rivoluzione civile per Gianfranco Mascia, nostro candidato alla Regione, reo evidentemente di non essere fascista. Non ci lasceremo piegare, le minacce stimolano la voglia di democrazia». Non poteva mancare una frecciata a Silvio Berlusconi: «Com’era prevedibile, la Svizzera smaschera la truffa elettorale di Berlusconi, ridicolizzato ancora una volta agli occhi dell’Europa e senza la minima credibilità di fronte agli elettori. La tassa sulla casa è la più iniqua e ingiusta di tutte. Servono le mani libere e pulite come le nostre - conclude Ingroia - per ripristinare la giustizia sociale».