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Data: 23/02/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lega, alta tensione tra maroniani e veneti

Per chiudere la campagna elettorale Roberto Maroni ha scelto la sede della Fiera di Bergamo, diventato luogo simbolo dopo il congresso delle scope che lo ha eletto segretario della Lega Nord, al posto di Umberto Bossi, travolto dalle inchieste giudiziarie sul Carroccio. Ma l'ultima giornata di campagna elettorale non poteva essere esente dalle polemiche. In un’intervista a Repubblica il sindaco di Verona Flavio Tosi ha detto chiaramente la Lega «si deve evolvere» e diventare «un contenitore che aggrega chi la pensa in modo simile su cose che riteniamo fondamentali per uscire dalla crisi». «E’ necessario «praticare il modello Verona su scala più larga» e «mettere insieme persone che non votano Lega, ma mostrano una grande attenzione ai temi della buona amministrazione, un'aggregazione civica, direi». Maroni liquida il progetto Tosi con poche battute («Bisogna sempre guardare avanti, guardare al futuro»), ma è evidente che le distanze tra i veneti della Lega e la casa madre lombarda sono di giorno in giorno più lunghe. «Andare oltre per raggiungere l'obiettivo è da sempre nel dna della Lega», dice pure Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo. «La storia e l'identità della Lega - prosegue - sono da sempre segnate dalla capacità di tradurre la protesta, sacrosanta, contro il centralismo in una proposta concreta».

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