PESCARA «Vorrei che il prossimo presidente della Repubblica fosse un abruzzese». Il senatore Gaetano Quagliariello entra di buon’ora nelle case degli italiani attraverso il piccolo schermo. Ai microfoni della trasmissione Omnibus, su La7, il politico napoletano del Pdl, candidato in Abruzzo, spiega che «se si fosse introdotta l'elezione diretta del Capo dello Stato si sarebbe messo un po' di sangue nelle vene nella politica». Non fa il nome dell’abruzzese che vedrebbe bene al Quirinale. «Si riferisce all'ex presidente del Senato Franco Marini?», lo incalzano. E lui: «C'è anche un altro abruzzese, pensateci bene...». Il senatore ha in mente Gianni Letta, il cui nome è comparso anche sulla lavagna dei boomakers internazionali. La sigla Betaland nei giorni scorsi ha indicato, come favorito nella scommessa sul prossimo inquilino del Colle, Romano Prodi, ma Gianni Letta risultava il rivale più accreditato.
Dalla tv alle strette di mano con gli elettori. In serata Quagliariello, capolista (subito dopo Berlusconi) al Senato, ha chiuso a Chieti la campagna elettorale del Pdl. Insieme a lui, al Supercinema, c’erano il governatore Gianni Chiodi, i coordinatori regionali del partito Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano e tutti i candidati del Popolo della libertà al Parlamento. Gran pienone anche al Circus di Pescara, dove il Pd ha fatto scendere il sipario sulla campagna elettorale con una manifestazione in cui il comico ’Nduccio ha raccontato l’ex sindaco D’Alfonso. Per gli ultimi fuochi prima del voto ieri è venuto in Abruzzo un candidato premier. Il leader di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia ha visitato il centro storico dell’Aquila e si è fermato davanti a quello che resta della Casa dello Strudente. «L'Aquila è diventata il simbolo del disastro di questo Paese, del fallimento della politica - ha commentato Ingroia - è il luogo dove più drammaticamente sono emerse l'incapacità, l'inettitudine, la responsabilità di una classe dirigente che ha portato l'intero Paese nel precipizio. All'Aquila - ha osservato il leader di Rivoluzione civile, accompagnato dal candidato abruzzese alla Camera, Carlo Costantini, e dal capolista al Senato, Alfonso Mascitelli - vedo che la ricostruzione non è mai effettivamente partita. Questa città è un atto d'accusa contro questa classe dirigente. L'Aquila rimane nel cuore e nell'anima di tanti cittadini onesti, non soltanto degli aquilani». Ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla recente sentenza di condanna dei quattro imputati accusati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo per la morte di otto universitari sotto le macerie della Casa delloStudente, Ingroia ha risposto che «ancora una volta solo la magistratura ha costituito un baluardo a difesa dei cittadini senza diritto, in balia di una politica inetta e corrotta. Ecco perché dobbiamo portare la tutela dei cittadini dentro la politica». Di legalità e lotta alla corruzione ha parlato ieri anche il candidato del Movimento 5 Stelle Gianluca Vacca. «L'Abruzzo da tempo è diventato terra di conquista per camorra e criminalità organizzata, anche a causa di una politica che nella migliore delle ipotesi è rimasta sorda agli allarmi provenienti dalla società - ha dichiarato Vacca -. Nell'incontro tenuto nella piazza di Celano, territorio fortemente contaminato, non abbiamo avuto nessun timore a denunciare il lassismo della politica nei confronti dell'avanzata sempre più arrogante della criminalità organizzata. E l’annunciata cancellazione del tribunale di Avezzano è un'idea folle che va assolutamente fermata, come si è impegnata a fare la candidata al Senato, Blundo».