PESCARA Doppia festa di chiusura per Pd e Pdl a pochi chilometri di distanza. Il Pd ha scelto il teatro Circus di Pescara (dove giovedì il Pdl cittadino ha fatto la sua manifestazione di fine campagna); il Pd ha scelto il Supercinema di Chieti, una città e una provincia dove è maggioranza. A Pescara il Circus era affollato all'inverosimile. In sala, assieme a circa 1.200 persone, c'era tutto il Pd: candidati, amministratori regionali, provinciali e comunali. Sul palco sono saliti l'ex senatore Nevio Felicetti, per un saluto iniziale, i capilista a Camera e Senato, Stefania Pezzopane e Giovanni Legnini, l'ex presidente del Senato, Franco Marini. E l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso. Protagonista indiscusso dell'evento è stato proprio l'ex primo cittadino, che ha dato il via all'incontro tra i lunghi applausi del pubblico. «In Abruzzo abbiamo numeri scadenti, rovinosi», ha detto D'Alfonso. «Quelli del lavoro che non c'è, della natalità imprenditoriale, della sofferenza bancaria, dell'abbandono scolastico. In questa regione il corso delle cose deve cambiare». Un intervento, quello dell'ex sindaco, incentrato su tutti i grandi temi d'attualità, dall'economia all'istruzione, dalle infrastrutture all'ambiente, fino al rischio idrogeologico e alla tragedia del terremoto. «Mi auguro che ci sia un sussulto della migliore opinione delle persone per fare in modo che chi vince riesca a vincere in maniera tale da governare», ha detto ancora. «Da questo voto dipenderà la qualità delle leggi, la qualità del governo del Paese. Per quanto mi riguarda, darò un sostegno in modo tale che diventino priorità lo sviluppo e la crescita». Stefania Pezzopane ha parlato di «giustizia, equità, solidarietà, rigore politico e buon governo». «Noi non abbiamo mai perso di vista i bisogni e le necessità della nostra gente», ha detto la candidata, sottolineando che «andremo in Parlamento a portare l'Abruzzo che soffre e che ha bisogno di un grande riconoscimento». «Abbiamo affrontato la campagna elettorale guardando negli occhi i cittadini», le ha fatto eco Legnini, «e abbiamo espresso parole di impegno affinché il prossimo Governo possa rappresentare le esigenze di tutti. Sull'esito del voto sono ottimista, perché i cittadini ragionano». A chiudere l'incontro è stato Franco Marini, secondo cui «senza un Governo solido non ci saranno le condizioni per lavorare e per ripartire». CHIETI. I fedelissimi di Silvio Berlusconi serrano i ranghi e tentano, negli ultimi scampoli di campagna elettorale, di convincere anche il popolo degli indecisi. Il Pdl regionale ha chiuso i giochi al Supercinema di Chieti in una sala piena, ma non stracolma e con un pubblico composto. L’appuntamento è per le 19, arrivano in orario i coordinatori regionali del partito Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, Gaetano Quagliariello capolista al Senato dietro Berlusconi. Si fa attendere solo il presidente della Regione Gianni Chiodi mentre sul megaschermo del teatro si dipana lo spot elettorale del cavaliere. Alle 19,45 quando il padrone di casa dell’evento, il sindaco Umberto Di Primio dà inizio alla convention . Nessuna strategia, la città di Chieti è stata scelta solo perché durante la campagna elettorale non ci sono stati passaggi di rilievo, ma il sindaco al microfono confida che sarebbe felicissimo se proprio dalla sua città «partisse un segnale forte di rinnovamento della politica» a Camera e Senato targato Pdl. A riscaldare gli animi ci pensa l’inno di Mameli che prende il posto di quello del Popolo delle libertà . Tutti si alzano in piedi, qualcuno si porta la mano al cuore mentre in sala riecheggiano le note di Fratelli d’Italia (ma non quelli di Giorgia Meloni e compagni). Altro applauso, questa volta fragoroso. L’ambiente è già più caldo. Partono raffiche di battimani ad ogni intervento. Quello riservato al padrone di casa quando ricorda che il programma griffato Berlusconi è l’unico che può traghettare l’Italia fuori dalla crisi e renderla protagonista in Europa e nel mondo. Di Stefano punta sui valori incarnati dal Pdl: la Patria, la famiglia e il credo religioso. Piccone va sul pratico sparando a zero su Monti e Merker. Quagliariello ammette i momenti difficili vissuti dal partito, ora in perfetto equilibrio e Chiodi ricorda i successi firmati dal suo esecutivo come la diminuzione della pressione finale. Ma il filo conduttore che lega tutti è la necessità di fare proseliti fino all’ultimo minuto per guadagnare il voto degli indecisi.