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Pescara, 22/03/2026
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23/02/2013
Il Messaggero
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Alitalia, via libera al prestito azionisti spaccati sulla governance. Air France-Klm, rosso per 1,19 miliardi |
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ROMA Ossigeno per le casse di Alitalia ma si allarga la frattura tra i soci. Ieri l’assemblea della compagnia ha dato il via libera al prestito fino a 150 milioni e rinviato a lunedì, quando si riunirà il cda, la decisione sulle sorte di Andrea Ragnetti. L’amministratore delegato, sfiduciato da non pochi azionisti e abbandonato dal suo principale sponsor, il presidente Roberto Colaninno, resta quindi nel limbo. Probabilmente lascerà ma non prima di aver difeso la posizione, consapevole che da mesi il rapporto fiduciario è venuto meno. Del resto, l’andamento dei conti e qualche incongruenza nella predisposizione del business plan ne hanno accelerato la caduta. Ma Ragnetti paga soprattutto le divisioni interne. Con una fetta non modesta dei soci che ha messo in discussione sin da luglio le scelte di Colaninno e che ora chiede a gran voce una nuova governance in cui i poteri siano maggiormente condivisi. Proprio ieri questa divisione è comparsa plasticamente in assemblea. Il no al prestito, che è poi anche un no alla gestione Colaninno-Ragnetti, è arrivato da quattro soci che rappresentano il 12% del capitale e valgono circa 17 milioni in termini di quote del prestito da sottoscrivere. A votare contro l'operazione l’Equinox di Salvatore Mancuso, vicepresidente di Alitalia (3,8%), Solido Holding di Achille D'avanzo (2,7%), G&C holding di Cosimo Carbonelli D'Angelo (3,1%) e GFMC di Antonio Orsero (1,8%). Probabilmente se Ragnetti si fosse fatto da parte, dice un socio, sarebbe arrivato un ok all’unanimità. L’obiettivo dei frondisti era e resta di arrivare ad una gestione più condivisa della compagnia sia per migliorare le performance che per trattare con Air France o un nuovo partner. La soluzione sembra comunque dietro l’angolo. Colaninno pare aver capito che si può andare avanti solo ritrovando collegialità nelle scelte. «Del resto - dice un altro azionista frondista - non è certo nell’interesse dei soci indebolire la compagnia in questa fase, visto che Air France fa melina e aspetta cinicamente di approfittare delle divisioni». Parigi conta infatti su una situazione caotica per mettere le mani su Alitalia sborsando il prezzo più basso possibile. Paradossalmente, il duro chiarimento in assemblea, qualora avesse uno sbocco positivo, è quindi un passo avanti. Anche se fra soci contrari, astenuti e che non hanno partecipato (Toto con il 5,3%), Gavio (1,8%), Acqua Marcia (1,8%) e Fonsai (4,4%) la quota del prestito non sottoscritto arriverebbe a sfiorare 40 milioni. Un rebus da sciogliere in fretta.
Air France-Klm, rosso per 1,19 miliardi
Si appesantiscono le perdite di Air France-Klm. Nel 2012 il colosso franco-olandese chiude con un risultato netto di 1,19 miliardi di euro, dopo oneri di ristrutturazione per 471 milioni di euro, che si confronta con le perdite nette 2011 di 809 milioni di euro. Si riduce invece la perdita operativa che passa a 300 milioni di euro rispetto ai 353 milioni di fine 2011 e si riduce l'indebitamento netto che scende a 6 miliardi di euro rispetto ai 6,5 miliardi. I ricavi salgono a 25,63 miliardi di euro. Pesa, in particolare, l'aumento di 890 milioni di euro del costo del carburante. «Lo scorso anno è stato caratterizzato da un rallentamento della crescita globale e dalla recessione in Europa e ha visto un brusco incremento del prezzo del carburante. Ma nonostante questo contesto molto pesante i nostri risultati sono in linea con le nostre attese con i primi effetti del piano Transform che ci consente di ridurre la perdita operativa», ha commentato il numero uno del gruppo Jean Cyril Spinetta.
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