Il segretario della Cgil: "Ci ascolti o continuiamo la mobilitazione. Il primo Cdm finanzi gli ammortizzatori, poi misure strutturali. Abrogare l'articolo 8 nei primi 100 giorni di esecutivo. Nel 2013 legge sulla rappresentanza"
Camusso: aprire un tavolo per creare occupazione
Il 2013 dovrà essere l'anno della legge sulla rappresentanza. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, presentando i dati sul tesseramento 2012 oggi (22 febbraio) a Roma. E' una richiesta al prossimo governo: "Speriamo che sia l'ultima volta che presentiamo gli iscritti senza certificazione. La rappresentanza sociale deve diventare una certezza. La discussione con sindacati e imprese è aperta, ci auguriamo che si traduca in un accordo. Non perché senza accordo il Parlamento non possa legiferare - spiega -, ma perché un'intesa può favorire la legge".
A 72 ore dalle elezioni politiche, il segretario si è soffermato sui nodi principali della situazione sociale italiana. "Abbiamo presentato un Piano del Lavoro, lo sosterremo con qualunque governo. Se ci ascoltano proponiamo le nostre soluzione ma - specifica - in caso contrario continuiamo la mobilitazione". Parlando della disoccupazione, infatti, Camusso non si meraviglia delle stime negative diffuse stamani dalle Ue. "Non siamo mai stati ottimisti, sappiamo che per uscire dalla crisi ci vorrà un tempo lungo. Al primo Cdm - come misura di emergenza - chiediamo la certezza del finanziamento degli ammortizzatori sociali".
Ci sono però altri provvedimenti da prendere, più strutturali. "Serve un'azione vera per contrastare la crisi, una nuova politica industriale che rilanci l'occupazione". In tal senso "bisogna abrogare l'articolo 8 nei primi cento giorni di governo", cioè le deroghe al contratto nazionale introdotte da Sacconi: "Si può fare subito con un provvedimento di un rigo: cancellare quell'articolo".
La priorità deve essere la creazione di lavoro. "Se ci sono le condizioni possiamo fare un accordo come quello del '93 - afferma -, ma siamo contrari a un 'patto' a prescindere. Siamo disponibili a discutere come sempre, ci sediamo subito a un tavolo di confronto, ma bisogna vedere per fare cosa: deve essere un tavolo per creare occupazione".
Al sindacato non piace la proposta di salario minimo europeo: "Depotenzia i contratti e la contrattazione, viene colpita la parte più debole dei lavoratori". Giudizio critico anche sul reddito di cittadinanza, proposto da alcune forze politiche: "Va bene per finanziare l'inclusione, cioè aiutare i cittadini più poveri a condurre una vita normale e dignitosa - commenta -. Ma la Cgil è un'organizzazione lavorista: all'orizzonte c'è sempre il lavoro, la priorità sono lavoro e piena occupazione".
"Abbiamo visto cose improbabili in questa campagna elettorale: c'è chi ha parlato di 'ali estreme' da tagliare o silenziare, oppure chi ha tuonato in piazza che bisogna sciogliere il sindacato". Così Susanna Camusso intervistata da RadioArticolo1.
"Poi - aggiunge - abbiamo conosciuto le politiche del centrodestra, che immaginano un uomo solo al comando. Sono momenti della Storia che abbiamo già conosciuto e che non hanno portato bene. La paura delle grandi organizzazioni - a suo avviso - è paura della democrazia e della libertà, paura dei lavoratori che contrattano le loro condizioni. Sono tentazioni che vanno combattute. E che si possono combattere solo se torna un'idea della politica che si prenda cura del lavoro e delle persone".