TERAMO La soppressione dei minibus elettrici e la rivisitazione del piano di trasporto pubblico urbano continua a scatenere polemiche. Il colpo a effetto del sindaco Maurizio Brucchi, che tre giorni fa è salito a bordo della navetta destinata a sparire a inizio marzo, per spiegare direttamente agli utenti che in fondo resterà tutto o quasi come prima, non ha sopito dubbi e critiche. Il collegamento tra i mega parcheggi e il centro storico, stando a quanto annunciato dal primo cittadino, continuerà a essere garantito dal bus dellea linea 2 che raggiunge l'ospedale. Una forma di compensazione che, però, non convince Spi Cgil e Federconsumantori. Il sindacato dei pensionati e l'associazione sottolinea come il servizio gratuito assicurato dalle navette sia molto apprezzato soprattutto dagli anziani e verrebbe rimpiazzato da "non meglio precisate esenzioni o agevolazioni nell'uso delle linee ordinarie del trasporto pubblico urbano". Geppino Oleandro dello Spi Cgil e Ernino D'Agostino, in rappresentanza di Federconsimatori, considerano la soppressione delle navette elettriche una «scelta gravemente penalizzante per una categoria di cittadini, i pensionati, che stanno già pagando gli effetti dell'incremento delle imposte locali e delle tariffe dei servizi e che hanno particolarmente bisogno di utilizzare il trasporto pubblico per le esigenze quotidiane di mobilità». Il sindacato e l'associazione chiedono un incontro urgente a Brucchi, da tenere prima dell'entrata in vigore del provvedimento, e lo invitano «a riconsiderare la decisione, cercando in altre direzioni le economie necessarie per garantire gli equilibri di bilancio». Sul riassetto dei percorsi dei bus per raggiungere le zone della Gammarana e via Tirso interviene Paolo D'Incecco, esponente dell'Idv, che si sofferma in particolare sulla liena 8. Quest'ultima, sulla base delle indicazioni fornite dagli utenti, avrebbero dovuto servire un'area nella quale risiedono 400 famiglie e circa 1.200 cittadini partendo da via Aeroporto e passando per via Randi, via Gammarana, via Tripoti, via Interamnia, via Palermo, via Tevere, via Roma, via Gasbarrini, via Fonte Regina, viale Crispi, via Savini, piazza Martiri, via Veneto e circonvalazzione Spalato per tornare al capolinea. «Purtroppo, questo percorso, indicato dopo aver ascoltato l'utenza, è stato completamente stravolto», tiene a sottolineare D'Incecco, «limitandolo alla sola Gammarana e relegandolo al transito lungo la circonvallazione dato che il centro storico deve restare a disposizione delle auto». Secondo il rapprensentante dell'Idv il passaggio del bus nelle zone dopo via Tripoti è superfluo, mentre risulterebbe indispensabile in via Tevere pur mantenendo il chilometraggio previsto. »Purtroppo, quest'amministrazione continua a restare fuori dalle reali necessità dei cittadini», sostiene infine D'Incecco, «mentre c'è chi produce idee, propone migliorie e ascolta l'utenza».