ROMA C’era una volta il silenzio elettorale. Anzi no, da quando Berlusconi è in campo, il silenzio non vale per lui. Basti ricordare il famoso comizio al seggio della scuola ante, nel suo quartiere milanese, insieme a Mamma Rosa. Ma per il resto, la pausa di riflessione alla vigilia delle consultazioni ha sempre più o meno retto. Adesso non è più così, perchè ci sono Facebook e Twitter.
LIBERI TUTTI
Sui social network in queste ore, nonostante sia TT (trend topic) il #silenzioelettorale, parlano tutti del voto, candidati e non candidati, staff dei politici e politici, supporter e appassionati. Ci si batte, si cinguetta, la mia propaganda contro la tua, tutti insieme e tutti contro tutti appassionatamente, infischiandosi della pausa perchè non c’è legge che imponga la pausa pre-elettorale sul web. Il match più frequentato è quello tra grillini e resto del mondo. «Se i 5Stelle non la smettono di fare propaganda, li defollo» è un cinguettio tipico. Intanto, da sinistra, fioccano denunce così: «Gianpiero Catone, candidato del centrodestra, viola il silenzio elettorale con l’invio di sms». E Sputtanator: «Grillo sta infrangendo il silenzio tra blog e tweet». Glielo avrà suggerito Casaleggio? Il democrat Emanuele Fiano s’indign: «Il silenzio elettorale è una boiata pazzesca». C’è chi invita a votare Ingroia e chi dice «se proprio dovete votare per Ingroia votate Carmine Fotia». I leghisti, candidati, portaborse e supporter, sono i più loquaci. La camicia verde Davide Boni esalta la forza di Tosi, sindaco e plenipotenziario del Carroccio in Veneto, impegnatissimo in questa campagna elettorale al fianco di Maroni pur non condividendo la sua strategia del nuovo abbraccio con i berluscones. Il deputato leghista Giovanni Fava definisce «coglioni» gli avversari. E via così. C’è chi scherza, poco elegantemente: «Non votare col culo, vota con le ovaie». Su un altro piano, ecco le web armate del partito di Oscar Giannino (dalla cui presidenza lui s’è dimesso) che litigano con l’esercito dei grillini sfoggiando cultura storico-filosofica e creando una sorta di spot dell’ultimo minuto, da zona Cesarini: «Nell’agorà di Atene, si usava il logos, non lo tsunami. Il logos serve a distinguere, lo tsunami a travolgere. Usate il logos con Fare per fermare il declino». Il logos gianniniano, o ex gianniniano, dunque sfonderà nelle urne che stanno per aprirsi?
ALTRE CAMICIE VERDI
Lo staff del leghista Massimiliano Fedriga, capolista in Friuli Venezia Giulia, elenca i «dieci validi motivi» per votare lui. E la fan Patrizia: «Fedriga è il mio paladino anti-Fornero». Più classico lo spot on line della Lega di Trieste: «Questa volta, scelgo Lega Nord. Va molto il tifo per Maroni, candidato governatore in Lombardia: «Ottimo ministro, lo riconoscono anche quelli di sinistra». Guido Crosetto è abbastanza scatenato: «Ah, se tutti quelli che mi hanno detto ti stimo ma non ti voto lo facessero....». Diventerebbe premier per Fratelli d’Italia? L’economista Loretta Napoleoni fa propaganda per i suoi e per le sue protette (nella sinistra no global). Nomfup implora: «Silenzio». Maddechè. Lo staff del Nazareno, sede centrale del Pd, ha i suoi Trecentospartani che non tacciono: «A scanso di equivoci, chiariamo che noi votiamo Pd». Diceva lo scrittore Josè Saramago: «Forse, soltanto il silenzio esiste davvero». Davvero?