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Pescara, 22/03/2026
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Data: 24/02/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il voto in Abruzzo - Sfida nell’urna per 21 poltrone. Oltre un milione di abruzzesi al voto 19 liste per Montecitorio e 18 per il Senato

PESCARA Dopo settimane di appelli e schermaglie polemiche, tocca finalmente agli elettori. Oltre un milione di abruzzesi sono chiamati a scegliere i loro rappresentanti alla Camera e al Senato. Si vota oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15 nei 1.644 seggi allestiti su tutto il territorio regionale. Il corpo elettorale più numeroso è concentrato nel Chietino (319.632 elettori alla Camera e 293.532 al Senato). Seguono il comprensorio pescarese (258.502 elettori alla Camera e 236.479 al Senato), quello teramano (245.113 elettori alla Camera e 223.793 al Senato) e la provincia dell'Aquila (244.073 elettori alla Camera e 224.802 al Senato). Per la Camera possono votare tutti i maggiorenni, per il Senato soltanto gli over 25. L'Abruzzo manderà in parlamento 14 deputati e 7 senatori. Nella regione sono 19 le liste in corsa per Montecitorio e 18 quelle in lizza per Palazzo Madama. Alla Camera il centrodestra presenta una coalizione formata da 6 partiti: Popolo della Libertà, Fratelli d'Italia, La Destra, Grande Sud-Mpa, Lega Nord e Intesa Popolare. Il centrosinistra risponde con l'alleanza tra Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e Centro Democratico. Il terzo blocco fa riferimento al premier uscente Mario Monti ed è composto da Scelta Civica, Unione di Centro e Futuro e Libertà. Corrono da soli Movimento 5 Stelle, Rivoluzione Civile, Partito Comunista dei Lavoratori, Fare per Fermare il Declino, Amnistia Giustizia e Libertà, Casa Pound e Forza Nuova. Al Senato sono in lizza 18 forze politiche, per effetto delle convergenze di Fli, Udc e Scelta Civica nella lista unica per Monti e della presenza, soltanto in questo ramo del parlamento, di Rialzati Abruzzo. E' invece immutato il quadro delle alleanze nel centrodestra e nel centrosinistra, così come la schiera dei partiti che competono autonomamente. I deputati uscenti, eletti nel 2008, sono Maurizio Scelli, Carla Castellani, Sabatino Aracu, Paola Pelino, Marcello De Angelis, Daniele Toto e Giovanni Dell'Elce per il Pdl, Livia Turco, Giovanni Lolli, Lanfranco Tenaglia, Tommaso Ginoble e Vittoria D'Incecco per il Pd, Augusto Di Stanislao dell'Idv e Ferdinando Adornato dell'Udc. I senatori abruzzesi giunti a fine mandato sono Andrea Pastore, Fabrizio Di Stefano, Filippo Piccone e Paolo Tancredi del Pdl, Franco Marini e Giovanni Legnini del Pd, Alfonso Mascitelli dell'Idv. Ben 11 parlamentari uscenti su 21 sono in cerca di conferma (Pelino, Toto, Lolli, Ginoble, D'Incecco, Di Stefano, Piccone, Tancredi, Marini, Legnini, Mascitelli) e quasi tutti si sono assicurati posizioni blindate nelle rispettive liste di appartenenza. Tra i candidati, in posizioni di rilievo, altri volti noti della politica abruzzese, come il vicepresidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis (Udc), gli assessori regionali Paolo Gatti (Fratelli d'Italia), Carlo Masci (Rialzati Abruzzo) e Giandonato Morra (La Destra), l'ex assessore della giunta Chiodi, Daniela Stati (Fli), l'ex presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane (Pd), i consiglieri regionali Nicoletta Verì (Lista Monti), Carlo Costantini (Rivoluzione Civile) e Camillo Sulpizio (Centro Democratico) e gli ex deputati Gianni Melilla (Sel) e Teodoro Buontempo (La Destra). Tra le forze politiche più accreditate sul piano del consenso elettorale, la lista del Movimento 5 Stelle è l'unica a proporre una rosa di candidati completamente a digiuno di esperienze amministrative e di governo. Volti nuovi e tanti giovani anche nelle liste minori. Lo spoglio delle schede avrà inizio domani pomeriggio, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto, ma difficilmente si conosceranno i risultati prima della tarda serata. Il responso delle urne produrrà riflessi di particolare rilievo anche sulla scena politica abruzzese: lunedì sera si chiuderà la partita delle politiche, ma già martedì mattina si aprirà quella delle regionali. Nel Pdl, dopo la tregua seguita alla battaglia sulle candidature, sarà resa dei conti: molto dipenderà dalla tenuta elettorale, ma sulla giunta Chiodi tira aria di rimpasto. Il centrosinistra è invece alle prese con il ritorno di Luciano D'Alfonso, un asso nella manica per molti, un ingombrante fardello per alcuni. Carlo Costantini, nel frattempo, fa sapere che si candiderà alla presidenza della Regione.

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