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Data: 24/02/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Taxi, tariffe sempre più care: a gennaio aumenti superiori al 5%

ROMA Più del doppio dell’inflazione. È il rincaro delle corse a gennaio applicato dai tassisti. L’aumento delle tariffe per il trasporto passeggeri sulle auto pubbliche nel primo mese del 2013, infatti, è stato del 5,1% su base annua. Ovviamente non è l’unico comparto a ritoccare i listini all’insù, nonostante il calo dei consumi. Le rilevazioni Istat segnalano incrementi superiori all’inflazione (2,2%) anche per gli autobus e i pulmann (+3,9%) tanto per restare nel trasporto pubblico. E poi la frutta, con picchi per le mele (+10.4%) e arance (+6%). E anche i biglietti di entrata nei musei, nelle esposizioni e nelle gallerie d’arte hanno subìto rialzi del 4,6%.
In alcuni casi, come appunto i taxi, sembra che si sia voluto compensare al calo dei clienti con l’aumento dei prezzi. Il contrario di ciò che stabiliscono le regole di mercato, osservano scandalizzati le organizzazioni dei consumatori. In realtà, le stesse regole dicono anche che i costi fissi devono essere divisi per le unità di prodotto/clienti, se questi ultimi diminuiscono per non perderci il prezzo necessariamente sale. Nelo specifico dei taxi, inoltre, c’è anche da dire taxi, che per tutto il 2011 e buona parte del 2012 i rincari si erano mantenuti al di sotto del tasso d’inflazione complessivo. Detto ciò, un rincaro del 5% resta tanto, considerato anche il fatto che negli ultimi mesi i prezzi dei carburanti hanno interrotto la loro corsa al rialzo.
EFFETTO MALTEMPO

Passando dai trasporti all’alimentare, gennaio ha sperimentato delle vere e proprie impennate per il comparto dell’ortofrutta, addirittura a due cifre. Il prezzo dell’insalata è infatti schizzato al 14,9% (dal 4,7% del mese precedente), le mele hanno continuano la loro corsa segnando un aumento del 10,4%. «Pesano i fattori meteorologici e gli incrementi dei costi, ad esempio, per il riscaldamento di serre e stalle» spiegano gli agricoltori. I quali, tra l’altro denunciano quotazioni triplicate nel passaggio dal produttore al dettaglio. Le organizzazioni dei consumatori non escludono speculazioni e chiedono che le istituzioni preposte procedano con verifiche, controlli ed eventuali sanzioni. «Oltre a politiche economiche completamente sbagliate, ad aumenti continui delle tasse, questi comportamenti colpiranno le famiglie italiane nel 2013 di ricadute economiche pari a 1.490 euro e nel biennio 2012-2013 addirittura 3.823 euro di diminuzione del potere di acquisto» sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
L’anno nuovo, comunque, ha portato anche degli sconti. A segnare forti discese tendenziali (rispetto quindi allo stesso mese del 2012) sono stati soprattutto i prodotti hi-tech come i computer portatili, i palmari e i tablet, che hanno visto i prezzi arretrare di ben il 19,2%. In difficoltà anche le vendite dei cellulari, i cui prezzi infatti sono diminuiti, su base annua, del 5,8%.

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