ROMA Affluenza in fortissimo calo. Dopo una rilevazione intermedia che aveva fatto registrare un calo del 2,4%, tutto sommato “accettabile”, la prima giornata del voto si chiude con un risultato preoccupante. La rilevazione delle 22 ci dice infatti che gli elettori che hanno deciso di recarsi alle urne sono più del 55%. Che vuol dire un sostanziale crollo di 8 punti rispetto al 63% delle precedenti politiche. Alla fine, la disaffezione degli elettori verso il sistema dei partiti si è sommata ad una giornata di maltempo con pioggia e neve ed ha creato un mix il cui risultato può essere letto come una “fuga” dal voto. Per le regionali, invece, la prima giornata del voto ha fatto registrare un aumento rispetto al 2008. Affluenza dunque in netto aumento per le regionali (Lombardia, Lazio e Molise) dove alle 22 aveva votato il 56% degli aventi diritto contro il 48% delle precedenti elezioni. L’incremento è di circa 8 punti percentuali ma va detto che, rispetto alla precedente tornata elettorale, il voto amministrativo questa volta è stato “trainato” da quello politico. Se si escludono i disagi dovuti alle forti nevicate, le contestazioni dei grillini per l’uso delle matite copiative e la denuncia del Pd per le foto delle schede elettorali che sarebbero state scattate in alcuni seggi della Campania, la prima giornata del voto si è chiusa senza grandi problemi. Cappotto e ombrello. Gli elettori, non solo del Nord, hanno dovuto fare i conti con una giornata di pioggia, freddo e neve che in alcuni casi e in alcune regioni hanno ritardato l’apertura dei seggi. E’ successo nei paesi della Versilia, dove la notte scorsa ha nevicato abbondantemente. Per togliere la neve dalle strade, sono stati mobilitati anche i trattori della Coldiretti. Ma problemi si sono avuti anche in Sicilia, dove 150 passeggeri diretti a Bologna sono rimasti bloccati nello scalo palermitano a causa della neve caduta nel capoluogo emiliano. Berlusconi show. Il Cavaliere, che ieri è stato contestato a seno nudo da tre attiviste di Femen, non riesce a trattenersi e prima di introdurre le schede nelle urne improvvisa un micro-comizio con immancabile battuta finale. «Chi ragiona con intelligenza e con il cervello non può votare che in una direzione e si comporta conseguentemente» dice il Cavaliere agli increduli elettori che sono in fila al seggio. E pazienza se la legge dice chiaramente che dentro i seggi si deve osservare il più assoluto silenzio. Berlusconi trova il modo di “rimproverare” una delle scrutatrici che si era voltata dall’altra parte quando il leader Pdl stava depositando la scheda nell’urna: «Tu devi imparare a sorridere...». Il voto dei big. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha votato a Roma insieme alla moglie Clio e, contrariamente a quanto detto da Berlusconi, ha spiegato che non c’è bisogno di nessun appello poiché quello del voto «è un diritto-dovere implicito in ciò che è scritto nella Costituzione». Pier Luigi Bersani, accompagnato dalla moglie e dalle figlie, ha votato a Piacenza e non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Soltanto un commento sull’affluenza in una giornata a rischio a causa del maltempo: «Quando si vota non c’è neve che tenga. La neve non spaventa». Mario Monti ha votato nella sua Milano, dove i fotografi lo hanno immortalato con la scheda in mano mentre Nichi Vendola ha votato a Terlizzi, Antonio Ingroia a Palermo e Antonio Di Pietro a Curno. Per tutta la giornata c’è stata grande attesa a Genova, dove avrebbe dovuto votare Beppe Grillo. Ma fino alla chiusura del seggio non si è visto. Contestazioni. Grandi problemi non ci sono stati anche se i grillini hanno polemizzato sull’uso delle matite copiative all’interno dei seggi e, a Grosseto, hanno chiesto ed ottenuto di sostituirle. Il Pd, invece, non ha nascosto la sua preoccupazione per alcune foto delle schede che sarebbero state scattate in alcuni seggi della Campania. L’episodio più grave si è verificato ad Anzio dove la presidente di un seggio sarebbe stata sorpresa a nascondere le schede elettorali.