CAMPOBASSO Il Molise è una delle tre regioni italiane, con Lazio e Lombardia, che vanno al voto anche per eleggere il nuovo presidente della regione. Gli aventi diritto al voto sono 332.478. Alle 22 di ieri si aggirava intorno al 37% l’affluenza alle urne. Alle precedenti regionali, l’affluenza alle urne, alla stessa ora, era stata del 36,08%. Lo scrutinio sarà in due giorni. Oggi pomeriggio sarà effettuato lo spoglio delle schede per Camera e Senato, poi i seggi chiuderanno i battenti per riaprire nel primo pomeriggio (alle 14) di domani. Solo allora comincerà lo scrutinio per il voto delle Regionali: quasi certamente dunque il quadro definitivo dei risultati si avrà solo mercoledì mattina. Sono sei i candidati alla carica di governatore: il presidente uscente Michele Iorio (centrodestra, sostenuto da 5 liste), Paolo Frattura (centrosinistra, sostenuto da 9 liste), Massimo Romano (Vincere per cambiare, 3 liste), Antonio Federico (Movimento 5 Stelle, una lista), Antonio De Lellis (Rivoluzione Democratica, una lista) e Camillo Colella (Lavoro, Sport e Sociale, una lista). Le ultime battute della campagna si sono giocate su una polemica feroce tra Iorio e Frattura sul tema del conflitto di interessi. In particolare Frattura è titolare di una società, la BioCom, che ha avuto un contributo di 300mila euro grazie all’Articolo 15 per realizzare una centrale Biodiesel a Termoli. Nel 2010 il provvedimento è stato poi revocato perchè la Biocom non ha avuto l’autorizzazione del Comune di Termoli per fare la centrale. La Regione a quel punto ha chiesto la restituzione del contributo, che non è avvenuta. La questione è finita davanti al Tar di fronte al quale poi la società ha avuto ragione ottenendo la sospensione della revoca del finanziamento. «Ora dunque potrebbe esserci appello al Consiglio di Stato» sostiene Iorio «e quindi è in atto un contenzioso tra la Regione stessa e la persona che si candida a governarla». Il leader del centrosinistra ha chiarito di esserci dimesso da amministratore della società e che «grazie alle inadempienze della Regione e del Comune di Termoli, avevamo azzerato il capitale. C’è un liquidatore che non solo ha dimostrato di aver ragione, ma sono stati addirittura rigettati gli atti della Regione».