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Data: 25/02/2013
Testata giornalistica: Il Tempo
Caos bus con gli autisti ai seggi. E non è finita qui. Atac avverte: disagi possibili fino a dopodomani

Non è piaciuta la scelta degli autisti dell’Atac di partecipare in blocco - si stima fino al 20 per cento del personale - alle operazioni di voto e scrutinio in occasione di queste elezioni, una novità per Roma che potrebbe mettere a rischio la mobilità fino a mercoledì, come ha informato l’azienda. Un’anticipazione dei disagi, in una giornata festiva comunque appesantita dall’afflusso dei fedeli a piazza San Pietro, ieri l’hanno già avvertita gli utenti in attesa alle banchine o nelle principali stazioni di snodo della metro: «E’ scandaloso – dice Raffaella Cardosi da Ponte Mammolo, dove anche i bus Cotral, stesse percentuali di assenze di Atac, sono rimasti parcheggiati in rimessa – all’Eur la metro B è arrivata dopo 12 minuti di attesa, ora il 350 passerà tra mezzora: chiamassero dei ragazzi che hanno bisogno di lavorare, alle urne, anziché persone che mettono solo a rischio il trasporto pubblico».

Corse in ritardo, informazioni a singhiozzo (mentre transitava, la palina di Repubblica annunciava il 64 ancora al capolinea), affollamento come nel caso del 40 express per Termini ieri si segnalavano un po’ ovunque, dal centro alla periferia. Pecora nera sempre la Roma-Viterbo, con 8 viaggi cancellati. Il banco di prova, in ogni caso, sarà tra oggi e domani perché i disagi non si vedono la domenica ma nella settimana di lavoro. «E’ un diritto garantito, su questo non c’è dubbio - spiega la signora Elena Fornaciari, in ritardo per il lavoro, alla stazione Atac di Cinecittà - il problema è che tra scioperi e ritardi continui qui ogni giorno è uguale, quasi non sentiamo la differenza».

Ha appena votato, servendosi dell’autobus, Antonio Ferrante, 84 anni: «Mi chiedo come mai questa politica che si riempie tanto la bocca parlando di giovani e disoccupati non abbia chiesto a loro questo servizio».

Infine, il fattore economico. Anche se, nel caso degli autisti in permesso retribuito, si tratta per lo più di rappresentanti di lista, che dunque non saranno pagati, le assenze saranno compensate con doppi turni o straordinari a carico dell'azienda. Ma le proteste non finiscono qui. C’è malumore, del resto, tra gli stessi colleghi Atac: «Ci obbligano agli straordinari quando dobbiamo riposare almeno 9 ore tra un turno e l’altro, la legge garantisce anche questo», commentano a Cinecittà.

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