Il freddo ha giocato sulla fedeltà degli elettori al voto, ma poteva andare peggio. E’ stata del 75,02% l’affluenza ai seggi degli elettori abruzzesi, con un calo del 5 per cento circa (nel 2008 votò l’80,31%) che in termini asoluti vuol dire circa 50mila elettori che mancano all’appello. La provincia con la maggiore affluenza è stata quella di Teramo con il 77,34% contro l’81,21 di cinque anni fa; segue la provincia di Pescara con il 75,08% contro l’80,66% del 2008, quindi la provincia dell’Aquila con il 73,19% (79,69% alle precedenti), segue Chieti con il 72,11 (78,58% cinqeu anni fa). Tra i Comuni a più alta affluenza Treglio in provincia di Chieti (80,03); Torricella Sicura e Ancarano nel teramano sopra gli 80 punti pecentuali.
di Antonio De Frenza wPESCARA In Abruzzo il Movimento 5 Stelle è il primo partito. Alla Camera la lista Grillo sfiora il 30% (29,86) con 231.523 voti. Al Senato raggiunge il 28,36% conquistando 201.328 voti. Un risultato che porta ai grillini abruzzesi due seggi al Senato e probabilmente tre seggi alla Camera. E’ questa la vera sorpresa? Diciamo che è una sorpresa annunciata. Grillo aveva detto (poco creduto) che il suo movimento sarebbe diventato il primo partito del paese. E in Abruzzo l’obiettivo è stato raggiunto. Nessuno però avrebbe scommesso sulla vittoria del centrodestra al Senato (29,62%) e alla seconda posizione alla Camera (29,53%) davanti alla coalizione di centrosinistra. Non ci credeva innanzitutto il Pdl che in Abruzzo aveva costruito le liste in funzione di una sconfitta certa. I senatori uscenti erano migrati alla Camera, a cominciare dai due coordinatori Filippo Piccone e Fabrizio DiStefano, dove erano certi due seggi, forse tre con qualche fortuna. Antonio Razzi, creditore nei confronti di Berlusconi di un determinante voto d fiducia nel dicembre 2010, era stato spostato al Senato in posizione considerata ineleggibile. Carlo Masci leader di una rubusta e sperimentata lista civica come Rialzati Abruzzo aveva provato l’azzardo di presentarsi da solo al Senato (aveva chiesto inutilmente il posto di capolista Pdl a Palazzo Madama), tentando di migliorare il dato delle regionali (7,8%) non considerando però che nel dicembre 2008 votò poco più della metà degli abruzzesi. Non gli è andata bene, ma il Senato ha premiato comunque il centrodestra, al quale andrà attribuito il premio di maggioranza e dunque 4 seggi: Silvio Berlusconi, che probabilmente opterà per un’altra regione (nel 2008 scelse il Molise); Gaetano Quagliariello (foto a destra), Paola Pelino, e Antonio Razzi, alla sua terza legislatura, la prima in quota nazionale e Federica Chiavaroli. Per il Pdl è comunque una vittoria con molte perdite, perché rispetto al 2008 lascia a casa quasi 150 mila voti. Il Pd ne perde 80mila. Al Senato gli altri tre seggi andranno due al Movimento 5 Stelle, Enza Blundo e Gianluca Castaldi, mentre del Pd entra solo la capolista Stefania Pezzopane, lasciando a casa l’ex residente del Senato Franco Marini. Non ce la fa la lista Monti con Nicoletta Verì che si ferma al 7,47% sotto la soglia di sbarramento dell’8%. Alla Camera Grillo è ancora prima, seconda è la coalizione di centrodestra con il 29,53%, mentre la coalizione di centrosinistra scivola al terzo posto con il 26,25% . Per capire quanti saranno i deputati di centrosinistra bisognerà attendere il complesso gioco del conteggio nazionali. Le prime poriezioni parlano di sei seggi al Pd (Giovanni Legnini, Antonio Castricone, Tommaso Ginoble, Maria Amato, Yoram Gutgeld, Vittoria D'Incecco), tre al Pdl (Filippo Piccone, Paolo Tancredi, Fabrizio Di Stefano) e tre al Movimento 5 stelle (Gianluca Vacca, Andrea Colletti -foto a sinistra- , Daniele Del Grosso). I montiani molto attesi all’appuntamento elettorale hanno deluso. Prendono poco più del 10% a livello nazionale, meno in regione.