PESCARA «Non è vero che è stato un voto di protesta. I cittadini hanno visto in noi, nelle nostre proposte per il cambiamento, un’alternativa credibile». Con la sua spiegazione sul significato del successo dei grillini il neo deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, anticipa l’analisi scontata di quanti tendono a identificare in Grillo e nei sui seguaci i catalizzatori del dissenso popolare, protesta sic et simpliciter, verso i partiti più o meno tradizionali. Al Senato l’M5S è il primo partito in Abruzzo, seguito dal Pdl e poi dal Pd. Il partito di Beppe Grillo è leader, però, a Pescara e Montesilvano, e a Teramo e provincia è il primo. Due di loro andranno al Senato, Enza Blundo e Gianluca Castaldi. Alla Camera gli eletti potrebbero essere 3. Uno di loro, è Vacca, capolista alla Camera. Vacca, 40 anni, romano di nascita, insegnante a Spoltore dove vive da tempo, è rimasto ad aspettare l’esito dello scrutinio nella sede elettorale di via Roma, al centro di Pescara. Ci sperava, Vacca, che il movimento guidato dall’ex comico di Genova facesse il botto. «A noi interessava che il Movimento 5 stelle facesse il botto e l’ha fatto. - spiega il professore diventato parlamentare – L’esito delle elezioni sta confermando le sensazioni di quando andavamo tra la gente. E’ la vittoria della politica di una volta, di quando si aveva il coraggio e la forza di andare in mezzo alla gente». Hanno saputo coniugare, i grillini, l’innovazione della comunicazione internet, una piazza virtuale planetaria, al contatto umano che solo la piazza vera riesce a garantire, passando dal web ai comizi, quasi al porta a porta, una modalità che ha fatto breccia nel cuore e nella speranza della gente. Una scelta vincente. «Sa quando abbiamo speso per la campagna elettorale in Abruzzo? Sui 3-4 mila euro.», racconta il prof neo onorevole,«Non ci vogliono in fondo tanti soldi per fare quello che abbiamo fatto: 150 banchetti, 80 incontri con i cittadini, assemblee con associazioni. Sapevamo che la gente voleva conoscerci per sapere chi siamo e cosa vogliamo fare. Ovunque abbiamo trovato entusiasmo. Le persone sono aperte al cambiamento culturale, che noi proponiamo respingendo vecchie logiche». «Solo con la nostra rinuncia ai rimborsi elettorali lo Stato risparmierà sui 150 milioni di euro, soldi che intendiamo destinare per aiutare economicamente una o più categorie bisognose», racconta Daniele Del Grosso, di Cepagatti, pilota di aerei, anche lui eletto deputato, al terzo posto nella lista grillina. «Questo è un voto rivoluzionario, che vale ancora di più se consideriamo che siamo senza alleati». Tra i primi impegni? «Per prima cosa rinuncia, come gli altri eletti, a metà dell’indennità da parlamentare e a tanti benefit. Oltre a ridurre i costi della politica, mi dedicherò subito ad interventi per sostenere le piccole imprese, e parlo di quelle davvero piccole, ad esempio il muratore, l’elettricista, che versano in condizioni di gravi difficoltà». All’Aquila è il giorno di EnzaBlundo, capolista eletta al Senato, ex candidato sindaco del capoluogo, un anno fa, maestra elementare. Ma lei non vuole sentirsi chiamare senatrice. «Sono quella di sempre», dice. «Non siamo un partito, ma un movimento di cittadini. Io tornerò nei paesi visitati durante la campagma elettorale», dice, per sottolineare che la «vicinanza» con i gli elettori resterà, mica come «quei senatori che si fanno chiamare tali senza onorare il loro ruolo». Raggiante all'uscita dal seggio n. 25 dell'Accademia Belle Arti dell'Aquila, la Blundo non nasconde la sua soddisfazione. «E' stato un risultato sorprendente, sono contenta del risveglio dei cittadini di tutt'Italia, ma dell'Aquila in particolar modo. Abbiamo girato i paesi di tutta la regione», aggiunge, «e siamo stati accolti bene. Il feudo più difficle è stato proprio L'Aquila». «Siamo il primo partito a Castel di Sangro (dove la Blundo è nata, ndr), San Demetrio, Acciano. A Castelvecchio Subequo l’ M5S arriva subito dopo il Pdl, poi ancora primo a Villa Raspa di Spoltore, seguito da Pd e Pdl». Un risultato atteso, insomma, ma «non me lo aspettavo con un margine così elevato». Con il 28,1% al Senato, il M5S è «la vera grande sorpresa per chi non aveva capito cosa stava accadendo», spiega. «Con noi le persone hanno ritrovato la speranza. Sono ottimista anche di quello che riusciremo a fare», aggiunge. E cosa farà il M5S al governo? «Non faremo ostruzionismo», assicura la maestra, mentre risponde a decine di telefonate, «valuteremo le proposte che arriveranno di volta in volta. Ma è certo che non faremo alleanze con i partiti». Intanto da oggi la Blundo torna fra i banchi della sua scuola elementare, dove l'aspetta un collegio docenti. Poi, dopo il «giuramento», tra qualche settimana, scatterà l'aspettativa per la senatrice abruzzese. Con lei al Senato ci sarà un altro abruzzese. «Farò la senatrice pendolare», chiarisce, «pernottando solo quando strettamente necessario». E ieri sera, intanto, chiusura in grande con una festa al risto-pub Andalusia, all'Aquila, con tutti i canddati e i sostenitori.