PESCARA Numero tre nella lista del Pdl per la Camera dei deputati, Fabrizio Di Stefano, senatore uscente e vice coordinatore regionale del partito di Berlusconi, si sente al sicuro solo a metà dello scrutinio: «Aspettiamo il risultato finale ma un dato mi sembra già evidente: il Popolo delle libertà in Abruzzo è vivo e vegeto. Ci davano tutti per morti, anche nei sondaggi, e invece il centrodestra ha sovvertito ogni pronostico. Ancora una volta il Pdl abruzzese è sopra la media nazionale, un dato non trascurabile per chi guida un partito che nella nostra regione ha anche attraversato la rivolta delle liste». La situazione resta però piuttosto fluida e Di Stefano mette le mani avanti: «Tutti gli scenari sono adesso possibili, anche in Abruzzo».
Il governatore della Regione, Gianni Chiodi ha altre preoccupazioni: «Quello che auspico è un voto che garantisca la governabilità, perché è ciò che serve al paese in questo momento. Le regionali? Tra un anno gli scenari potrebbero cambiare completamente, non una, ma due volte. Inutile avventurarsi in previsione di medio o lungo periodo perché non sappiamo neanche cosa accadrà domani».
Federica Chiavaroli, consigliere regionale e coordinatrice del Pdl di Pescara, si è vista improvvisamente proiettata dalla posizione di outsider a quella eleggibile nella lista del Senato, mentre dalle sezioni continuano ad arrivare i risultati degli scrutini. A tarda sera il cuore batte ancora forte: «Il seggio al Senato che mi riguarda è stato in bilico con Fratelli d'Italia, ora sta tutto a Berlusconi. In ogni caso il dato è che il nostro partito è stato protagonista di una bella rimonta, e se mettiamo insieme anche i voti di Masci si può parlare davvero di un grosso risultato. In tre parole: grande salita del Pdl, grande discesa del Pd, grande sorpresa di Grillo».