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Pescara, 22/03/2026
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Data: 26/02/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Il Pdl: «Meglio di così...» Centrati gli obiettivi di 4 senatori e 3 deputati: «Razzi non può essere più un caso»

CHIODI E PICCONE: Con Masci avremmo vinto anche a Pescara. Confidiamo molto di recuperare dall’elettorato di Grillo per le Regionali

PESCARA L’operaio pensionato Antonio Razzi da Giuliano Teatino ce l’ha fatta: da deputato uscente diventa senatore per conto del Pdl abruzzese. Con lui ci saranno Gaetano Quagliariello, Paola Pelino e Federica Chiavaroli, che entra al posto del capolista Silvio Berlusconi (che opta per un’altra regione). Quattro senatori come nel 2008 e tre, probabilmente, deputati alla Camera – come 5 anni fa - con il sogno, difficile, di arrivare a 4. Ai senatori uscenti Filippo Piccone (coordinatore regionale pdl), Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, può in teoria aggiungersi l’outsider Massimo Verrecchia a seconda del complicato calcolo delle percentuali e suddivisioni a livello nazionale. «Sarebbe un risultato incredibile», commenta a caldo Piccone, «io mi accontenterei già di sette parlamentari, è la dimostrazione che il Pdl in Abruzzo ha lavorato bene». A spalancare la strada della cavalcata del Pdl in Abruzzo è stato un tweet del governatore Gianni Chiodi, anche lui evidemente sorpreso dai risultati che si stavano profilando. Alle 18,54 Chiodi scrive: «Complimenti ragazzi, dai seggi risultati inaspettati. Pensavamo molto peggio». Le polemiche con Roma sulla composizione delle liste sembrano lontane di anni e non di giorni. «Siamo riusciti a coalizzarci e ci siamo mobilitati un po’ tutti, anch’io ci ho messo la faccia», sottolinea Chiodi che ha un unico rammarico: «Peccato solo per Carlo Masci, se fosse rimasto con noi avremmo avuto la maggioranza anche a Pescara. Comunque va bene così. Rispettiamo la scelta di Carlo, lui è e sarà uno della nostra squadra». Il governatore individua nel risultato del Pd la maggiore delusione. «I grillini», continua, «rappresentano invece un risultato eccellente, ma il Pdl rispetto a loro ha una continuità, una storia e un futuro. Confido di recuperare molto dall’elettorato di Grillo in vista delle Regionali. Molti di loro li conosco di persona, so che hanno voluto dare un segnale a livello nazionale e io li rispetterò, tenendoli in considerazione come tengo in conto le altre associazioni». E il caso Razzi? Chiodi risponde che Razzi non può essere un “caso” per il Pdl: «Non può essere che sia diventato uno scandalo solo quando è passato dall’Idv al Pdl, questo per me è un volontario caso di strabismo politico. Noi faremo in modo che il senatore Razzi sia utile all’Abruzzo. Il problema vero, semmai, è vedere se il Paese è governabile o no. Io mi auspicavo che vincesse una parte perché mi rendo conto delle difficoltà del Paese: la mucca da mungere non tornerà più. E Grillo in questo contesto preoccupa, perché una cosa è promettere un mondo desiderabile un’altra è realizzarla. Io ho letto il programma di Grillo: comporta 85 miliardi di euro di fabbisogno: da dove li prende?». Sulla solidità del governo regionale fa perno anche Filippo Piccone. «Qui c’è chi riempie i teatri, chi le urna», è la sua battuta. Il coordinatore pdl conferma la validità del suo appello bipartisan agli eletti pro Abruzzo: «Un appello che con il nostro risultato ne esce ancora più rafforzato, prima degli schieramenti occorre dare dimostrazione dell’attaccamento a questa regione». Quagliariello, galvanizzato dai risultati, si lascia andare: «Abbiamo vinto contro il fuoco amico e contro i radical chic che insultano gli operai per come parlano l'italiano», scrive, «abbiamo vinto contro quanti avrebbero potuto partecipare alla grande sfida dell'unificazione dei moderati e invece hanno preferito guardare al proprio asfittico orticello candidandosi a fare la ruota di scorta e sono rimasti giù dal treno. Grazie a tutti gli abruzzesi». E per oggi è prevista una grande conferenza stampa congiunta con tutti i candidati.

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