ROMA Tutto da copione o quasi. Ieri il cda di Alitalia, come anticipato dal Messaggero, ha dato il benservito all’amministratore delegato Andrea Ragnetti, approvato i conti 2012 e, dopo una lunga discussione, affidato ad interim i poteri al presidente «fondatore» Roberto Colaninno. Una sorpresa quest’ultima rispetto alle anticipazioni della vigilia che indicavano invece nel rafforzamento del comitato esecutivo il punto di svolta. Colaninno, che avrà per un po’ la cloche della compagnia, dovrà però condividere con i due vice presidenti, Elio Catania e Salvatore Mancuso, la scelta del nuovo amministratore delegato, la cui ricerca è già cominciata. L’obiettivo, ribadito ieri nella riunione fiume del cda, è chiudere la partita in tempi rapidi per colmare il buco lasciato da Ragnetti al fine di tentare di mettere a punto un business plan alternativo prima che arrivi l’estate.
LE DELEGHE
Sanno bene gli azionisti che Colaninno, pur con un temperamento deciso e una grande esperienza, non è mai stato un presidente operativo e che, soprattutto, non ha nessuna intenzione di cambiare atteggiamento e di occuparsi di questioni pratiche ad oltre 70 anni di età. Va da sé quindi che nonostante l’affidamento formale dei poteri, anche se ad interim, sarà il comitato esecutivo a tracciare la rotta di Alitalia, in una visione più collegiale e condivisa delle scelte strategiche. Si tratta di quello che chiedevano da tempo una fetta non marginale di azionisti che riconoscono nelle ragioni Salvatore Mancuso le loro e che possono contare su quasi il 13% del capitale. Air France come i soci più grandi, da Atlantia a Intesa, hanno lasciato fare, condividendo la sfiducia nei confronti dell’ad uscente e auspicando un rilancio nei prossimi mesi.
IL BILANCIO
Quanto al bilancio 2012, Alitalia chiude con un risultato netto negativo, dopo accantonamenti e oneri straordinari, per 280 milioni, con perdite quindi in forte aumento rispetto ai 69 milioni del 2011. In crescita i ricavi del 3,3% a quota 3,5 miliardi. Negativo per 119 milioni il risultato operativo (-6 milioni nel 2011). Nel quarto trimestre del 2012 - recita una nota della società - i ricavi sono stati pari a 690 milioni, mentre il «risultato operativo ha registrato un pareggio a conferma della inversione di tendenza nella seconda parte dell'anno rispetto ai primi sei mesi del 2012».
Sempre al termine dell’esercizio scorso, la disponibilità liquida totale, comprendente le linee di credito non utilizzate, ammontava a circa 75 milioni (contro 326 milioni nel 2011). Ed è proprio per questo che è stato varato il prestito convertendo che, almeno fino ad ora, è stato sottoscritto fino a 95 milioni dai soci.
Sempre nel 2012 Alitalia ha trasportato 24.275 milioni di passeggeri. «Un risultato - si spiega - leggermente inferiore rispetto al 2011 ma che va inquadrato in un contesto generalizzato di razionalizzazione della capacità sul mercato, in cui anche il gruppo per far fronte al forte calo della domanda dovuto alla crisi economico-finanziaria, ha intrapreso azioni di ottimizzazione della propria capacità riducendo complessivamente del 2,6% la propria offerta». Resta stabile la quota di mercato al 22,6%, mentre il tasso di riempimento degli aerei si è attestato al 74,6%, in aumento di 1,8 punti percentuali. Completato anche il progetto di rinnovamento della flotta operativa che conta 140 aerei con una età media di circa 6,5 anni.