TERAMO. Il sindaco Gianni Chiodi scrive una lettera aperta a Camillo D'Angelo, assessore alle finanze del Comune di Pescara, che - con la stessa modalità - aveva contestato alcune affermazioni del sindaco sulla tendenza del centrosinistra ad aumentare le tasse mentre l'amministrazione teramana le diminuisce.
«Caro assessore», scrive Chiodi, «sono stato destinatario di una sua lettera aperta e, per non essere scortese, le rispondo con lo stesso mezzo. Devo dire che ho molto apprezzato l'abilità con la quale da un lato, ha difeso la scelta della amministrazione di cui ella fa parte, di aumentare l'addizionale Irpef dallo 0,1% allo 0,49% e, dall'altro, ha tentato di svilire la scelta teramana di lasciarla invariata oltre che di ridurre l'Ici sulla prima casa.
«Credo però, che la sua abilità non sia sufficiente a confutare il teorema che ho formulato in precedenti interviste e cioè: il centrodestra di norma tende a ridurre il prelievo fiscale sui cittadini mentre il centrosinistra, di norma, tende ad aumentarlo.
«Vede, caro assessore, la giunta pescarese ha ereditato un livello di tassazione più basso di quello teramano proprio perché Pescara, al contrario di Teramo, è stata amministrata per 10 anni dal centrodestra; non appena però possibile (leggasi legge finanziaria nazionale), la giunta di centrosinistra ha aumentato, e di molto, il livello della tassazione. A Teramo è accaduto il contrario, ho ereditato, dopo dieci anni di centrosinistra, un livello di tassazione certamente non basso che, appena possibile, ho diminuito.
«Se così è - e così è - si conferma il teorema iniziale. D'altra parte, lo stesso si è verificato a livello di governo nazionale e di governo regionale: entrambi i governi di centrosinistra hanno aumentato le tasse. Lei dirà che l'aumento del prelievo fiscale sui cittadini pescaresi consentirà alla sua amministrazione di fare più opere pubbliche e servizi ma, me lo consenta, così sono bravi tutti. Io credo, invece, che in questo momento storico, con le difficoltà che le famiglie stanno vivendo e con i contemporanei aumenti fiscali dello Stato e della Regione, l'aumento del prelievo fiscale comunale debba essere evitato. Si possono fare tante cose, se solo ci concentrassimo sulla qualità della spesa pubblica. Il discorso naturalmente può essere meno netto per i servizi a domanda individuale. Per quanto riguarda il maggior prelievo teramano per la tassa sui rifiuti ciò è dovuto a tre circostanze di fatto: l'aver introdotto la Tia in conformità al decreto Ronchi (perchè più equa della Tarsu in quanto incide maggiormente su chi produce più rifiuti); l'aver investito risorse sulla raccolta differenziata passando in due anni dall'8% al 18% - per quello che ne so Pescara è ferma al 10%; la circostanza che il nostro territorio non è dotato di discariche e pertanto i nostri rifiuti vengono conferiti a Casoni con costi molto più alti.
«Devo dire che Pescara e Chieti sono state più lungimiranti nella programmazione delle discariche ma, me lo consenta, anche questo aspetto è frutto di una eredità migliore. Va da sé che le prospettive future sono più rosee per i cittadini teramani rispetto ai pescaresi, perchè nei prossimi anni Pescara dovrà inevitabilmente introdurre la Tia mentre Teramo recupererà il deficit generato dall'assenza di una programmazione sulle discariche. Comunque, non è mio costume ingerirmi nelle scelte di altre amministrazioni comunali, e non l'avrei fatto se non fossi stato tirato in ballo proprio da lei; però, devo riconoscere, è stata una buona occasione per la riflessione ed il confronto».