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Data: 26/02/2013
Testata giornalistica: La Repubblica
La Lega va ko in Piemonte e Veneto: ora punta tutto su Maroni al Pirellone

Il dato nazionale è dimezzato rispetto al 2008 e Tosi ammette senza mezzi termini: "Abbiamo pagato l'allenza con Berlusconi". Solo la vittoria in Lombardia potrebbe evitare la resa dei conti all'interno del Carroccio. E gli instant poll gli danno 3 punti a favore

La Lega va ko in Piemonte e Veneto: ora punta tutto su Maroni al Pirellone Il segretario leghista Roberto Maroni
Il verdetto decisivo per il Carroccio sarà quello delle regionali in Lombardia. E, su questo, i segnali che arrivano a Roberto Maroni dallo spoglio delle politiche sembrano incoraggianti. Anche gl instant poll gli danno tre punti di vantaggio.
I risultati per Camera e Senato, invece, no: in termini percentuali stanno dimezzando il ruolo della Lega in ambito nazionale - dall'8,6 per cento del 2008 - ma anche in regioni chiave come Piemonte e Veneto, dove potrebbe essere chiesto a breve un nuovo congresso della Liga. E' così che nell'altalena di instant poll e proiezioni, in via Bellerio si festeggia un risultato migliore delle previsioni ma solo in chiave di coalizione con il Pdl.

"C'è stata una affermazione del centrodestra che non era attesa dai sondaggisti, come non era previsto il calo del centrosinistra", è stata l'analisi asciutta di Giacomo Stucchi, il vicesegretario federale della Lega mandato in sala stampa a fare la prima dichiarazione ufficiale. "Questa affermazione del centrodestra è un risultato importante in regioni che erano date per perse per quel che riguarda il Senato - ha aggiunto - Poi c'è stato il flop della Lista Monti: i cittadini hanno dimostrato di preferire chi è più pragmatico e non chi ha avuto un atteggiamento vessatorio". Dunque, è la conclusione del vicesegretario leghista, "Lega e centrodestra tengono e ciò fa ben sperare per lo scrutinio" della Regione Lombardia. "E siamo fiduciosi".

Dal Veneto sono arrivate parole meno diplomatiche. Lo scrutinio del Senato indica la Lega attorno all'11 per cento: alle politiche del 2008 era al 27,1, arrivando al 35,15 delle regionali del 2010. "Dal punto di vista delle politiche - ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi, segretario della Liga Veneta - l'alleanza con Silvio Berlusconi l'abbiamo pagata". Adesso, è il suo ragionamento, bisogna capire se questo pegno porterà al Carroccio una contropartita, che è ovviamente la vittoria di Maroni in Regione Lombardia. '''E' chiaro - ha aggiunto il sindaco in diretta al Tg3 - che se questa alleanza ci consentirà di governare in Lombardia con Maroni sarà valsa la pena, alla luce di questo risultato strategico".

E' sottinteso che viceversa la lettura del risultato elettorale sarà completamente diversa. "Qualora ci fosse un calo elettorale - ha invece sostenuto il governatore Luca Zaia - le motivazioni non vanno scaricate in capo a terzi o in capo peggio ancora al cittadino nella migliore tradizione della politica italiana. Ma sono da cercare quando avremo un risultato finale che ci permetterà di fare una lettura della Lega in Veneto rispetto anche alle altre regioni: tireremo le conclusioni, analizzando fino in fondo i motivi del risultato ed eventuali responsabilita".

Più affilato il commento di Massimo Bitonci, che sfidò Tosi per la segreteria veneta: "Il dato per la Lega è molto negativo, inutile fare giri di parole. Si apre una riflessione. E se i militanti lo vorranno, sono favorevole a un nuovo congresso". Sul fronte del Piemonte, infine, lo scrutinio del Senato proietta la Lega a poco più del 5 per cento dei consensi, contro il 12,6 raccolto alle ultime politiche. "Abbiamo fatto una scelta giusta, abbiamo deciso di fare un investimento su un progetto politico - ha però detto il governatore Roberto Cota - alla luce di quello che probabilmente accadrà in Regione Lombardia con la vittoria di Maroni".

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